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venerdì 21 gennaio 2011

LIVE (WITHOUT THINKING)

Il mondo è sempre lo stesso, ma cambia la nostra percezione.
La prospettiva da cui lo si guarda determina non solo i nostri umori, ma anche i nostri successi ed insuccessi.
La luce o l’ombra di cui rivestiamo le nostre vite, non solo attribuiranno i colori e le sfumature alle nostre sensazioni, ma determineranno anche la conseguenza delle nostre decisioni e delle nostre azioni.
Solo che nel nostro rincorrerci non riusciamo più a mettere a fuoco le cose più semplici, e diventiamo facile preda dei condizionamenti di chi sa come “costruire” il nostro mondo per i propri scopi; è una catena di montaggio, e molti conoscono bene il meccanismo, a tal punto da “governare” la vita altrui.
La schiavitù subisce la metamorfosi dei secoli. Da quella fisica e rudimentale, a quella mentale e sofisticata, sottile, subdola.

Ogni “livello” è precostituito e studiato.

Ma questa è follia. E’ folle pensare ad un mondo governato dai grandi burattinai.

La libertà è consapevolezza.

Non stancarti di “conoscere”. E desidera di “desiderare".

domenica 16 gennaio 2011

SLOWLY.....

Il mio diario di bordo…. ancora qui. Ad accompagnarmi in una notte colma di pensieri e parole, dette, non dette, fermate prima che potessero essere espresse, o soffocate. Lacrime e sorrisi. Vorrei ricominciare a fissare ed esprimere i miei pensieri, senza prendere tempo, e non solo qui. In questa mia necessità, questo foglio bianco mi ha sempre aiutato. E anche voi che lo avete letto mi avete spesso aiutato, forse inconsapevolmente.

Grazie



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Per ascoltare questo video vai QUI

mercoledì 3 novembre 2010

NO MORE....

Anche l’assenza di pensiero è pensiero. E non mi arrendo! Perché voglio esternare anche il mio “vuoto”, quello dei pensieri così “affollati” da sembrare inesistenti… una “nube” densa…. troppo fitta per dare spazio alla coerenza ed alle parole “giuste”.
E anche mettere nero su bianco aiuta…. me lo ripeto spesso. Può essere terapeutico, almeno quanto può esserlo il parlare con una persona disposta ad ascoltarti, e se ti fermi almeno una la trovi. Ma riesci a vederla soltanto se ti fermi.
Il mondo assume forme e colori differenti, a seconda della prospettiva da cui lo osservi, e i pensieri sono la nostra prospettiva.
E ogni tanto fa bene rivederSI e riascoltarSI. Ha ragione Laura quando dice che spesso il problema sta “dentro” di noi e non “fuori”. Scontato? E’ strano come oggi più che mai ripensi a molte cose “scontate” e le riveda come se fossero “rivelazioni” uniche. Non si è mai abbastanza “vecchi” per mettersi davanti allo specchio e “guardarsi”, senza voltare lo sguardo… fino in fondo. Senza trovare scuse o “inventare” alibi. Nessuno si proclami “vittima”, perché una volta nella vita, almeno una volta, è stato “carnefice”, consapevolmente o inconsapevolmente. E oggi voglio pensare fino in fondo al tempo perso, alle occasioni buttate via, alle scelte sbagliate, all’amore calpestato, e non voglio cercare "colpevoli" o presunti "responsabili" dei miei errori…. Vorrei solo riuscire a "vivere" fino in fondo tutto l’amore e tutto il dolore…. tutto ciò di cui, alla fine, sono stato io l’artefice…. E se riuscirò a farlo, forse riuscirò a crescere quel tanto che basta per poter dire che niente è stato inutile.

lunedì 25 ottobre 2010

RIVOLUZIONE STATICA

Non è che volessi cambiare look al blog….. ma è successo tutto così velocemente….. senza lasciarmi il tempo di prenderne coscienza.
Il Signor Blogger aveva deciso che per il mio codice html non ci poteva essere futuro, e dopo la banalissima aggiunta di un nuovo elemento grafico, ha permesso che si sballasse definitivamente e irrimediabilmente, imponendomi una rivoluzione estetica.
Che poi mica è stata proprio una rivoluzione…. insomma alla fine i colori, gli abbinamenti, l’aspetto generale non sono cambiati.
Un po’ come nella vita…. sembra che ti costringa a cambiare chissà cosa, ma alla fine ti ritrovi sempre faccia a faccia con te stesso, quello di sempre… e che palle!!!
Troppo profonda sta riflessione, non ero più abituato a tanta PROFONDEZZA….

sabato 12 giugno 2010

domenica 25 aprile 2010

lunedì 29 marzo 2010

ESCO....

Esco....
Sento il bisogno di respirare aria nuova.
Sento il bisogno di respirare ancora me stesso, quello che sono davvero, quello che so di essere, senza ombre e senza paura di mostrarmi.
Quello che è riuscito a vivere e a sopravvivere ai calci in culo ed alle proprie frustrazioni.... che ha saputo subire senza legacci e senza parole inutili, folli o troppo razionali.... che ha dato ed ha preso.... che ha ricevuto senza pagare e che ha pagato senza ricevere.... che si aspettava molto.... che ha trovato tutto.... o niente.... passando oltre.... quello che si è fermato giusto in tempo.... e per il giusto tempo..... che è andato oltre.... che ha bevuto in un sorso solo, dolce e amaro, ed ha dimenticato..... quello che non riesce a dimenticare.... ma non riesce a odiare....
Esco ancora....
C’è il mare che mi aspetta.... c’è ancora.... là, per me.... che mi porta lontano e mi avvicina....
E ripercorro.... rivedo.... riassaporo.... e mi tuffo ancora nel presente.... e respiro.
Chi c’è c’è.... chi ha paura di esserci si fotta.... chi vuole fingere di esserci capirà che è inutile....
Esco.... adesso.... perché è il momento giusto.
Mi hanno rotto le palle gli attori, le attrici, le scenografie e le comparse.
Oggi esco, e voglio godermi il panorama dell’umanità…. ancora in volo.

domenica 21 marzo 2010

L'AMPLESSO NEGATO

Mi sono sempre chiesto perché le donne amano tanto fare shopping.
Per noi uomini non è una cosa così “fondamentale”. Ho cercato una spiegazione razionale, mi sono concentrato sui meccanismi psicologici che potrebbero governare questo irrefrenabile impulso che sembra animarle, soprattutto dopo una delusione, ma anche in pieno stato di appagamento.
L’unica cosa che sono riuscito a intravedere è stato un paragone tra questo “bisogno” femminile e l’appetito sessuale maschile.
Tutto è nato da una mail ricevuta da un amico, una di quelle mail apparentemente “ciarlone”, “ridarecce”, sensa alcuna velleità “introspettiva” o “riflessiva”.... eppure è là che ho trovato la risposta.
Troppo banale.... direte voi. Probabilmente si, rispondo io.
Comunque in questa mail ho trovato il sottile parallelismo che mi ha fatto riflettere; un concetto che più che da “commentare” o “analizzare” è da “rivelare” al momento opportuno....
A quanti di voi maschietti non è capitato di essere lì, accoccolati accanto ad una donna, proprio mentre vi apprestate a vivere i momenti di intensa passione che nella vostra mente già si sono materializzati alcune ore prima; e proprio in quel momento, dopo i primi baci, le prime carezze, che dovevano essere il preludio ad un’apoteosi di sesso.... lei, candidamente.... con fare languido che nasconde un perfido progetto affinato negli anni.... vi guarda e vi dice, con voce sussurrata da cerbiatta: “amore, no, adesso voglio solo che mi abbracci, ho bisogno di coccole, stasera voglio un po’ di romanticismo…. capisci? Ne ho bisogno”.
Qualche secondo di silenzio.... e voi, là, con il corpo ormai svuotato dei circa 5 litri di sangue, che in quel momento si sono concentrati completamente in un’altra parte del corpo che è diventata praticamente la vostra “vera” parte “pensante”, scippando questa funzione tanto nobile al povero cervello, che, annaspando, non riceve più ossigeno sufficiente a garantirvi una capacità anche solo accettabile di “attenzione”.
E, ancora increduli, non avete nemmeno il tempo e la capacità di replicare, mentre lei fa le fusa come una gatta cercando solo quelle che lei definisce “coccole”.
Rimanete inerti, quasi allucinati, in uno stato simile alla catalessi. E lei, appagata da quel “sottile” senso di “potere” di cui tanto le aveva parlato sua madre, si addormenta sul vostro petto, o, peggio, sul vostro braccio, che inevitabilmente vi ritroverete totalmente insensibile e “formicolante”.... e voi, in uno stato di “morte apparente”, percepite quello che vi accade attorno, ma non riuscite a muovere un solo muscolo.... non tentate neanche di “ribellarvi”, e restate là, finchè il sangue non ritorna a scorrere più o meno normalmente nel vostro corpo, fornendo una sufficiente quantità di ossigeno al vostro cervello, liberando quell’altra parte del vostro corpo che resta, aimè, “inappagata”.
E qui scatta la genialità, la “rivoluzione” del pensiero, la conquista della “consapevolezza”:
Qualche giorno dopo l’episodio di “catalessi” voi le proponete un giro in centro, premettendo che in quell’occasione sarete voi a darle ciò che desidera.... la sua carta di credito potrà lasciarla a casa. Perché siete voi che volete essere gli artefici della sua felicità, del suo appagamento, voi, solo voi.... come gesto che parla del vostro bisogno di “manifestarle amore”….
Dopo una mezz’ora, eccovi insieme a lei, in un habitat congeniale ai suoi istinti più reconditi: il centro commerciale o le vie del centro.... luoghi “ameni” per voi, una “terra di mezzo” dove lei invece si sente finalmente “viva” e “libera”. Libera di “shoppingare”.
E voi, lì, ad osservarla senza dare nell’occhio, anzi, agevolate il suo “slancio”. L’assecondate in ogni pensiero, e, non solo.... Entrate con lei in una delle boutique che lei ama frequentare per cambiare circa ogni due settimane il suo guardaroba, e le dite: “ecco, prova ciò che ti va.... al resto ci penso io, voglio vederti felice, è questo che conta”.
Lei, quasi incredula, comincia a provare un capo di Armani, una gonna di Ives Saint Laurent, un top di D&G.... timidamente il suo sguardo si ferma su un delizioso completo di Valentino.... non osa chiedere il prezzo alla signorina che la sta assistendo (anche perché non fa chic chiedere il prezzo di un abito prima di averlo pagato). Ma voi la rassicurate, e, pacatamente, le dite, con voce calma e sussurrata: “amore, non preoccuparti, per me l’importante è che tu sia felice, provalo pure se ti piace....”.
E, dopo appena tre ore di stazionamento nella boutique, vi avvicinate alla cassa con lei.... la commessa ha quasi terminato di passare tutti i capi.... lei vi guarda come poche volte vi ha guardato, appagata e desiderosa di “indossare” al più presto il bottino di guerra e mostrarlo alle sue amiche. Voi, avete quasi ceduto la carta di credito nelle mani della commessa.... ma.... un istante.... ecco il genio....
Pensieri reconditi che prendono nuovamente forma dentro voi.... il ricordo di uno stato di “morte apparente”.... un urlo strozzato in gola (si fa per dire)....
Vi girate verso di lei, ritirando la carta di credito dalle mani della commessa che non fa a tempo a bloccarla tra le sue dita.... la guardate.... e con la stessa voce pacata e sussurrata di prima, le dite: “amore, no, adesso non mi va di pagare.... adesso voglio solo che mi abbracci, ho bisogno di coccole, oggi voglio un po’ di romanticismo.... Capisci? Ne ho bisogno!!!!”
E lì, cari maschietti, la nostra mente si libererà in un amplesso che ci ripagherà di tutti quelli che ci sono stati “negati” nel tempo....


Stasera sono in preda ad un bieco sentimento di anti-romanticismo.... ma sono certo che mi riprenderò presto.... nel frattempo c'è una colonna sonora che calza a pennello.... QUI

giovedì 18 marzo 2010

RUBAI



È l'alba.
S'illumina il mondo come l'acqua
che lascia cadere sul fondo le sue impurità.
E sei tu, all'improvviso,
tu, mio amore,
nel chiarore infinito, di fronte a me.

Giorno d'inverno... senza macchia,
trasparente come vetro.
Addentare la polpa candida e sana d'un frutto.
Amarti, mia rosa, somiglia all'aspirare l'aria in un bosco di pini.

Chi sa, forse non ci ameremmo tanto
se le nostre anime non si vedessero da lontano
non saremmo così vicini, chi sa,
se la sorte non ci avesse divisi.

È così, mio usignolo,
tra te e me c'è solo una differenza di grado:
tu hai le ali e non puoi volare
io ho le mani e non posso pensare.

Finito, dirà un giorno madre Natura
finito di ridere e di piangere
e sarà ancora la vita immensa
che non vede non parla non pensa.

Nazim Hikmet


Per ascoltare il video clicca QUI

mercoledì 3 marzo 2010

LA PAURA DELLA VERITA'


Tutte le verità passano attraverso tre stadi...
prima vengono ridicolizzate;
dopo vengono violentemente contestate;
infine... vengono accettate dandole come evidenti...

Arthur Schopenhauer


Ludovico Einaudi...Fly
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domenica 28 febbraio 2010

AVATAR

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Siamo nell'era del virtuale, degli "Avatar"...
Sotto alcuni aspetti è inquietante l'idea di poter arrivare a creare un "clone" tridimensionale, magari anche solo olografico, di noi stessi... però in alcune occasioni potrebbe anche tornare utile... un incontro di lavoro palloso, una riunione condominiale, una riunione di famiglia di quelle "formali", della serie "parenti serpenti"... capita no?
Ma non è ancora possibile, almeno penso...
Però se c'è qualcuno che si vuole divertire a creare una propria "copia" virtuale, con tanto di animazione personalizzata, sappia che c'è un sito che fa al caso suo.
Si chiama EVOLVER.
Dopo esservi registrati gratuitamente, vi permetterà di creare il vostro avatar, dandovi anche la possibilità di "plasmarlo" su una vostra foto.
Sto peggiorando eh?
Lo so...
Buon divertimento a chi vorrà cimentarsi
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venerdì 19 febbraio 2010

DELIRIUM ODIENS


E se fosse tutto un film? Una commedia.... con tanto di scenografia, comparse, interpreti principali e secondari, regista, tecnici del suono e delle luci, costumisti, truccatori, manovalanza per gestire i vari set....
Tutta un’illusione, in cui tu sei ignaro di recitare, e ti sembra “roba” vera quella che dici, che vedi, che “provi”.... l’amore, il dolore, la gioia.... I colori, le forme, gli odori, i sapori e le sensazioni.
Se tutto fosse la perfetta orchestrazione in cui hanno deciso di metterti per recitare una parte, facendoti credere che sia realtà....
E magari poi ti accorgessi che se spengono le luci, se spostano le "gigantografie" del paesaggio, se portano via le sagome, se svestono tutti gli attori e le comparse degli abiti e del trucco che hanno “imbastito” su misura.... la realtà è un’altra cosa....
E scoprissi che ciò che vedi è una “costruzione” che prende forma nel tuo cervello passando attraverso gli occhi?
Come ci rimarresti?
E come ti muoveresti nella tua vita, sapendo che tutto è relativo. E che il tempo, le immagini, e tutto il resto rappresentano solo “una” delle dimensioni e delle possibili “scenografie” in cui puoi ritrovarti?
E se poi cominciassi a comprendere che può esserci qualcuno che cerca di “costruire” ad arte quella che tu credi che sia la “TUA” realtà?
Rivedresti le tue opinioni su te stesso e sugli altri? Rivedresti le tue opinioni sul significato di ogni tua azione, di ogni tuo pensiero e di ogni tuo sentimento?
Io personalmente spesso ho la sensazione di essere capitato nel set di un film comico, quasi demenziale in cui non mi sforzo nemmeno tanto per far ridere.... ma anche gli altri non scherzano.
Ma anche se tutto dovesse essere relativo, non mi perderei l’occasione per farmi quattro grasse risate o qualche sana “capa di pianti” (termine pugliese che richiama il pianto liberatorio.... non quello timido con una lacrimuccia che solca timidamente il viso.... ma quello in cui ti devi armare di lenzuolo per soffiarti il naso colante e asciugare gli ettolitri di lacrime).
L’occasione per godermi il film non me la perdo, comunque.
E sapere che “dietro” a tutto questo ci potrebbe essere un “attento orchestratore”, mi servirebbe solo a mettermi meglio in posa, mostrando il mio “lato” migliore o peggiore, a seconda dei momenti. O a decidere di costruirmi un copione davvero mio, reale, consapevole....
Chissà se poi ci riuscirei davvero....

Grande Fratello docet

Vabbè.... mò basta a delirare....

Beccatevi sto pezzo della Mannoia
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sabato 13 febbraio 2010

lunedì 1 febbraio 2010

IN CAMMINO....


Non sono “sparito”. Sono ancora qua.

Sono stati giorni particolari. Pieni, intensi... lavoro... piccole e grandi cose quotidiane che hanno richiesto il mio impegno mentale, emotivo e materiale. Ma è stato bello sperimentare che attraverso la fiducia, la fede, le cose cambiano, e si ha la netta sensazione di poter "addomesticare" gli avvenimenti negativi.

I problemi non svaniscono nel nulla, ma possono diventare parte di un meccanismo più grande, nel quale si riesce ad intravedere comunque una via d’uscita.

Quello che sembrava un piccolo puntino all’orizzonte, insignificante e, in molti momenti, preoccupante nella sua estrema “lontananza”, ora sembra una luce molto più vicina, della quale si intravede la forma che dà un senso a molte delle cose che facciamo e pensiamo, e toglie buona parte dell’affanno nel quale ci si imbatte soprattutto quando si è assaliti dalla paura di “ciò che ci aspetta domani”.

La soluzione sembra meno “incerta” e provvisoria, più “controllabile” e “funzionale” ai nostri desideri.

Chiedo scusa a quanti di voi non ho potuto “ricambiare” nei vostri passaggi “virtuali” e “meno virtuali”. Mi prenderò il giusto tempo per farlo nei prossimi giorni.


La sfida sta nel trovare un raggio di luce in ogni avvenimento, anche in quelli negativi.

James Redfield

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domenica 24 gennaio 2010

LINEA DI CONFINE

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Dedicato a chi ha subito e subisce le conseguenze di ogni "forma" di male, della vera cecità da cui siamo limitati come esseri umani, dell’indifferenza di chi è morto spiritualmente, della follia di chi ha deciso di colorare la sua anima di “nero”.
Dedicato a chi crede ancora che non sia mai tardi per “svegliarsi” e decidere di “capire” e “guardare” il valore che riposa dentro, e le trappole nascoste “fuori”, senza fermarsi alle apparenze, per poi cominciare a “camminare” e “agire”, ripartendo dalla propria vita.
Dedicato a chi non ha paura di mettersi in discussione, e accettare che la vita non è solo ciò che “vediamo”
Dedicato a chi non è ancora sazio "di giustizia" e non si accontenta del proprio orticello
Dedicato a chi mostra le sue lacrime senza farne una maschera
Dedicato a chi sa dire ancora NO
Dedicato a chi dice SI senza aspettarsi niente in cambio
Dedicato a chi si è sentito illuso, beffeggiato, ingannato, e, comunque, non rinuncia ad amare
Dedicato a chi continua a sognare
Dedicato a chi non parla troppo ma ha la mano sempre tesa verso il basso
Dedicato a chi sente ancora il bisogno di rivolgere lo sguardo verso l’alto
Dedicato a tutti quelli che leggendomi non mi hanno ancora preso per pazzo

A tutti gli altri, prometto che prima o poi mi farò curare, ma dubito che ci sia una terapia.

Vedo il mondo, sento l’anima
Immagini sbiadite prendono forma
Nitide si affacciano alla mia coscienza
Non sento più il dolore dei pensieri e dei ricordi
Il presente è un dono
Il domani è una conquista
La lama delle anime “nere” non può ferirmi
Mercenari dello spirito.... venduti per un soldo al mondo
Non temo il luogo in cui consumano il loro pasto
Sento la fragranza “amara” del vino che offrono
Mi invitano ad un sorso.... solo un sorso....
Chiudo le mie labbra....
Lontano dalle mense ipocrite
divido il mio cibo con chi passa inosservato
Anime nude, ignorate dal mondo
Cade la maschera di chi non ha cuore.... non mi inganna più
Non è follia.... non nascondo il mio bisogno di amore
Lascio scorrere la vita dentro me
Dolcemente si insinuano le verità invisibili
Ed io, senza fuggire, le lascio entrare....

Loreena McKennitt - The old ways
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mercoledì 20 gennaio 2010

INCONTINENZA CAZZARA

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Siamo alle solite…. mi scappa…. mi scappa un’altra cazzata.

Ultimamente mi riscopro “incontinente”. Le cazzate si moltiplicano, incontrollabili…. Le ritrovo là belle e confezionate nella testa, e, come se non bastasse, me le offre anche il mio prossimo, anche il prossimo che incontro casualmente per strada o sul lavoro, pronte all’uso ed all’abuso. Si fanno spazio a gomitate tra i pensieri più o meno normali (quei pochi che ancora resistono stoicamente al decadimento della ragione), e poi vengono fuori in modo del tutto “fluido” e naturale, certe di non incontrare alcuna resistenza sul proprio cammino. Ho sempre affermato che l’autoironia è l’arma migliore per esorcizzare le paure quotidiane e lo stress emotivo in generale, ma ultimamente sto davvero esagerando.

Comunque, durante uno dei tanti pasti frugali ritagliati nella pausa pranzo, ho involontariamente assistito ad una conversazione che ha dato il colpo di grazia al mio già precario equilibrio psichico. Il momento della pausa pranzo è notoriamente uno dei momenti più profiqui per fare OUTING, e la conferma è venuta proprio da questa involontaria (si fa per dire) “captazione” delle parole di due giovani donne sedute al tavolo accanto a quello dove io ed altri “sventurati” della pausa pranzo eravamo intenti a placare i morsi della fame ed a trascorrere l’ora d’aria tanto anelata soprattutto nell’era Brunetta.

Queste due donzelle parlavano animatamente e ridacchiando di qualcosa, alchè è stato spontaneo origliare (lo so che non si fa ma io l’ho fatto… mi volete ammazzà? E allora avanti… ammazzatemi).

Sono riuscito a tenere alta la mia attenzione sulla loro conversazione in misura sufficiente a capire che si parlava delle “prestazioni” di un esemplare di sesso maschile con una di loro. E tra una risata e l’altra, una esclamazione e l’altra, ho captato una parola: PUNTO G.

E allora, prendendo spunto da questo originale episodio, riflettevo su una cosa: ma chi l’ha inventato sto cacchio di PUNTO G? Da medico dovrei essere razionale e distaccato…. pronto ad una spiegazione scientifica che diradi ogni ombra di frustrazione e dubbio…. ma da maschio la domanda nasce spontanea.

Non bastano tutti i casini che uno ha già di suo nella vita? Ci voleva quel genialoide che ha tirato fuori dal cilindro l’esistenza di un “punto” preciso in cui convergono tutte le energie necessarie al raggiungimento del piacere femminile, l’apoteosi dei sensi, l’appagamento totale….

Ma non basterebbe riuscire a vivere serenamente un sano rapporto sessuale e basta? (che quando uno riesce a viverlo è già un miracolo)

No eh? Bisogna pure trovare il punto G.

Eccheccazzo.

E se uno nell’alfabeto sessuale deve ancora scoprire il punto A, come la mettiamo? Fino alla G ci sono 5 lettere… è na tragedia!!!!

E sono questi i momenti in cui un uomo potrebbe sentirsi anche del tutto analfabeta.

E mi chiedo: se uno decidesse di prendere lezioni private sull’argomento, cominciando dall’ABC, a chi dovrebbe rivolgersi? E, soprattutto, ammettendo di trovare l’insegnante ad hoc, come si configurerebbe il pagamento delle lezioni private impartite?

Onorevole Gelmini, anche questo potrebbe essere un problema di istruzione…. per favore, se legge questo post…. rifletta…. e mi dia lumi….

Ora vado…. Il Prozac mi aspetta
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