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lunedì 21 dicembre 2009

ECCOMI

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Continuo!

Di fronte a chi mi vuole convincere con le sue azioni, più che con le sue parole, che non sono “capace” e che non ce la farò a risalire.

Non mi arrendo!

Di fronte alle mie sconfitte e a tutti quelli che le hanno aspettate e le stanno aspettando.

Resisto!

Perché, anche se dolorante, ho ancora fiato e forza.

Lotto!

Rimettendomi in gioco, nella notte, aspettando un nuovo giorno che mi vedrà ancora in piedi a combattere.

Amo!

Che ti piaccia o no!

Ti osserverò dall’alto del mio volo, in una prospettiva “migliore”, o semplicemente “vera”.
Quella prospettiva mi appartiene.
E’ sempre stata mia.
A prescindere da te.
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domenica 20 dicembre 2009

UN POST.... OPINABILE

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"Il sesso senza amore è un'esperienza vuota, ma tra le esperienze vuote è una delle migliori."
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WOODY ALLEN

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mercoledì 16 dicembre 2009

UN PO' DI CULINARIA.....

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Approfittando della pausa “forzata” che mi ha costretto a casa negli ultimi tre giorni (mi sono spupazzato anch’io la cugina della maiala, non lei in persona perché sarebbe stato troppo.... nemmeno la maiala mi ha “degnato” di una sua “attenzione particolare”), ho avuto un po’ più di tempo per dedicarmi al blog....
E visto che ormai sarà noto a tutti voi il mio bi-polarismo, e non mi riferisco a quello politico (due palle.... ancora co sta politica) bensì a quello psichico e mentale, mi accingo a cambiare pagina, almeno per oggi, anche negli “argomenti” che solitamente condivido con voi.
Mi consola il fatto che ci sono menti “eccelse” degli scenari artistici contemporanei che sono “sfacciatamente” bipolari.... uno su tutti? Roberto Benigni.
Ebbene si.... perché nasconderlo? Ho qualcosa in comune con Benigni!!!
Comunque, a parte le mie “confessioni” sul mio stato mentale, come vi dicevo, oggi, proprio in virtù del bipolarismo di cui sopra, mi accingo a postare qualcosa di insolito per questo blog.
Insolito nell’apparenza, in realtà.... perché si tratta di qualcosa che rientra comunque tra i “piaceri” della vita, e, quindi, tra quegli aspetti che mi piace esternare e condividere.
Tra l’altro, il “piatto” che vado a descrivervi (che, molto probabilmente la maggior parte di voi conoscerà già anche perché rappresenta una “bandiera” della cucina barese) è un ottimo esempio di “cucina mediterranea”, per cui è perfettamente in linea con i suggerimenti sui “corretti stili di vita” e sulla “corretta alimentazione”. Anche il leggero soffritto previsto nella preparazione, proprio perché leggerissimo, non intacca affatto la “digeribilità” del piatto e la sua “coerenza” con un contenuto in grassi “accettabile”.
E allora, signori e signore…. Ecco a voi le:
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ORECCHIETTE CON LE CIME DI RAPA!!!
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Madonna benedetta dell’INCORONETA!!! (espressione di origini “BANFIANE” che risponde alla seguente traduzione: “Madonna Benedetta dell’Incoronata”)
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Moh… e ci’ è!!! (intercalare barese che risponde alla seguente traduzione: ACCIPICCHIA!!!)
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Ingredienti: 300 gr. di orecchiette, 1Kg. di rape, 4 filetti di acciughe sott'olio, olio d’oliva, aglio, sale.
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Preparazione: Lavate bene le rape con acqua corrente, eliminando le foglie e le parti più dure.
Fate bollire l’acqua in una pentola aggiungendo una manciata di sale, e appena bolle aggiungete le rape. Coprite e al secondo bollore (si dice così?) aggiungete le orecchiette, cuocendo il necessario.
Mentre la pasta cuoce preparate un soffritto con olio d’oliva (il fondo della padella).
Fate arrosolare l’olio per qualche secondo, togliete la padella dal fuoco e aggiungete 2 o 3 spicchi d'aglio pestati e privati di pellicina e le acciughe, che avrete avuto cura di preparare prima.
Fate arrosolare il tutto sul fuoco quanto basta. (una variante prevede di fare arrosolare nell’olio anche un po’ di mollica di pane, e/o del peperoncino tagliato in piccolissimi tocchetti, ma è questione di gusti personali)
A questo punto scolate la pasta e le rape, e, fuori dal fuoco, rimettete il tutto nella pentola e aggiungete il soffritto preparato in precedenza.
Rimettete la pentola sul fuoco e rimescolate il tutto per un minuto scarso. Servite in tavola.
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La ricetta la conoscevo, ma non sarei mai stato in grado di “tradurla” in forma leggibile (questione di neuroni) per cui l’ho presa dal sito Pianeta Bari, che vi consiglio di leggere, a prescindere, soprattutto se siete curiosi di conoscere tradizioni, anche non solo “culinarie” della mia città.
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BUON APPETITO

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Foto tratta da Lei web
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martedì 15 dicembre 2009

QUESTO E'

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Questo spazio web non è un blog politico. Le mie idee sulla politica le porto avanti senza necessariamente doverne fare un post o una “sterile” propaganda.

Non mi piace scrivere per “omologazione”, ma solo per il piacere di farlo e di condividere la parte di me che sente il bisogno di esprimersi al di là delle ideologie politiche e di costume.

Non condivido il pensiero di chi si nasconde dietro falsi ideali, ma non mi interessa giudicare, e, per quanto riguarda chi vuole giudicarmi, do importanza “solo” ai giudizi di chi mi conosce “veramente”.

L’indipendenza del pensiero per me è la capacità di restare il più possibile lucidi e fuori dal gregge, parlare di tutto e con tutti senza sentirsi nel diritto di prevaricare gli altri.

Non condivido il pensiero di chi, spesso troppo facilmente, parla di “Tibet libero” e poi accetta un atto di violenza, qualunque sia il “soggetto” verso il quale questa violenza è diretta, né di chi giustifica qualsiasi atto di violenza come giusta “condanna” per chicchessia.

Sono convinto che prima di “condannare” qualsiasi istituzione ciascuno debba arrivare alla piena consapevolezza e “certezza” di fare tutto ciò che è nelle sue possibilità per contribuire a migliorare il mondo in cui vive.

Rifiuto qualsiasi forma di “istigazione” e “proselitismo”.

Mi piace ridermi addosso, sperando sempre di riuscire ad evitare di assumere un’espressione da “ebete” senza motivo.

Sono consapevole di avere mille limiti ma mi sforzo di non farne uno “strumento” per limitare gli altri.

Non mi interessa raccogliere consensi ma esprimere la mia opinione, per quella che è.
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lunedì 14 dicembre 2009

SENZA TROPPE PAROLE....

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Partire, per qualsiasi meta in cui possa essere utile il tuo “tentativo” di aiutare chi sta perdendo la vita e la libertà.... esseri umani ai quali viene strappata ogni forma di “dignità”.
Alcuni colleghi hanno deciso di farlo. Alcuni sono rimasti, altri dopo qualche mese sono tornati, portando con se un “fardello” di esperienza o di “sterile amarezza”, a seconda dei casi.
Il bisogno di “dare” nasce da “dentro”, da radici semplici, dall’unico scopo di sperimentare “il darsi e basta”, senza secondi fini. Dal desiderio di crescere, anche professionalmente, ma prima come persona.
E se NON si è davvero “certi” di “andare” è lecito ed utile non dimenticare che il desiderio di “regalare” un po’ della propria esistenza a chi ne ha bisogno, può trovare risposta e appagamento anche nelle cose che sono un po’ più “a portata di mano”.
Sostenere una causa non è sempre un “imbroglio”. E’ difficile crederci, fidarsi....
C’è sfiducia anche nei confronti delle “organizzazioni” che dovrebbero garantire il “sostegno” ai più deboli.
Ci sono differenti modi di “dare”, se si vuole.
Qualche anno fa un gruppo di genitori di bambini con patologie oncoematologiche, come leucemie e linfomi, ha fondato un’associazione che un po’ alla volta sta facendo germogliare un nuovo concetto di assistenza sanitaria ai piccoli che devono sottoporsi a lunghe terapie mediche, che spesso si prolungano per mesi.
Un progetto sostenuto dalla Regione Puglia e dell’Amministrazione del Policlinico, che si sta traducendo in una vera e propria “conquista” del “territorio” regionale, da parte di una equipe di medici e infermieri ospedalieri che erogano un’assistenza “domiciliare” per questi bambini, che evita loro, quando possibile, la “permanenza” in ospedale, e allo stesso tempo garantisce tutte le cure necessarie senza dover rinunciare al “calore” familiare e dell'ambiente domestico.
Questa stessa associazione, grazie al supporto di personale “volontario” che mette a disposizione il proprio tempo e impegno collaborando con il personale sanitario, si sta prodigando anche per migliorare l’organizzazione dei reparti ospedalieri rendendoli, per quanto possibile, più “vivibili” e funzionali ad alleviare il “peso” della malattia, sia per i piccoli che per i loro familiari.
Qualche volta riesco ad uscire dal mio “egoismo”, e allora mi dico: non ci vogliono molte parole....
....ma quelle poche che si possono dire è bene dirle, e poi fare il possibile per tradurle in qualcosa di “concreto”....

martedì 8 dicembre 2009

RICOMINCIARE A CINQUANT'ANNI

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Luca ha incontrato Maria ad appena 18 anni.

Non è mai stato un santo, ma dietro la sua apparente “sicurezza”, spesso mascherata da “arroganza”, ha sempre nascosto il suo grande bisogno di “aiuto”. Nella sua storia di bambino e poi adolescente, un padre autoritario, troppo autoritario, che portava con se i segni di un'infanzia spezzata da una figura paterna assente e da una madre che gli aveva voltato le spalle troppo presto.

Un uomo che aveva riversato sulla sua famiglia il grido che rivendicava “attenzione”, “considerazione” e “affetto”.... un grido tanto forte da generare negli altri “paura” e farli sentire “in gabbia”.

Luca non aveva seguito l’istinto di sopravvivenza come avevano fatto gli altri fratelli....

Si era subito ribellato a quel “sentirsi sempre inadeguato” solo perché non voleva “vestire” il clichè che qualcun altro voleva per lui, a prescindere dai suoi desideri, come conseguenza di un “amore malato”, dettato dalla necessità di “marcare il proprio territorio” più che dal naturale istinto che porta un genitore a desiderare di veder crescere un figlio e renderlo capace di spiccare il volo da solo.

Luca non voleva studiare, ma già dal liceo si era messo a lavorare.... amava stare in mezzo agli altri, esibirsi, sentirsi “accettato” dalla “massa”.

Aveva pochi amici sinceri, la maggior parte delle persone che frequentava apparteneva a quel mondo di “apparenza” in cui voleva mettere radici....

Aveva cominciato a fare radio, poi qualche televisione privata, aveva aperto assieme ad altre persone anche un piccolo locale….

A vent’anni sposò Maria. Sembravano inseparabili e complici su tutto, le piccole e le grandi cose. Cominciarono da zero.... lei lo faceva sentire importante e unico. Lui ne aveva “bisogno”, ma si portava dentro il germe dell’insoddisfazione....

Col passare del tempo finì per “sprofondare” nel lavoro, ma non quello che ti da da vivere e ti permette di creare un minimo di “prospettiva”…. la sua era piuttosto la ricerca di un modo per sentirsi “grande” e “libero”....

Gran cosa riuscire a guadagnarsi da vivere facendo ciò che ti fa sentire “scollegato” da ogni forma di “omologazione”, ma solo se hai un “obiettivo” stabile. Altrimenti può diventare una roulette russa.

Nel tempo Luca non si accorse che stava “squilibrando” la sua esistenza, lasciando che la sua ricerca frenetica e disordinata di successo e appagamento lo portasse all’alienazione dai sentimenti “veri”.

Anni di veleno represso, di rancori covati e mai esposti per tempo, che portarono ad una nuova scena: due persone sconosciute, Luca e Maria.... si odiavano, o, quantomeno, questo era ciò che traspariva ormai da ogni loro gesto durante i momenti di “convivenza”.

Luca arrivò quasi al successo.... quello che desiderava sin da adolescente. Una “posizione” di prestigio.... Ma anche questa senza “radici”. Quando le cose importanti della tua vita si basano solo sull’approvazione degli altri, ecco che si materializza la suddetta “roulette russa”.

Ti sei ritrovato solo, a cinquant’anni passati, a doverti reinventare un futuro ed un lavoro.... a raccogliere i pezzi della tua vita.

Ti “ammiro” per come ci stai riuscendo, nonostante tutto. Non sono mai stato d’accordo con le tue scelte, alcune delle tue scelte.... E tu lo sai. Ma....

Ti guardo, ora.... e non so cosa dire. Vorrei una possibilità, la vorrei io per te. La vorrei materializzare e poi regalartela. Ora che sei solo. Fiero, ma con lo sguardo che lascia trasparire la tua “paura”.

Sarebbe un bel regalo riuscire a regalartela un’opportunità. Un regalo per me.... per un “egoista” come me....

Me la vorrei proprio togliere la soddisfazione di essere il protagonista assieme a te di una “nuova opportunità” che ti tiri fuori dal pantano. Anche perchè, riuscendoci, esorcizzerei questa fottuta paura che prende a volte anche me, di poter arrivare ad un certo punto della mia vita e dover ricominciare tutto da capo....

lunedì 7 dicembre 2009

LA MIA NOTTE

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Il precedente post l’avevo buttato giù, come spesso accade, come un disegno "senza filtri", che passa direttamente dalla mente al foglio virtuale....
Ma leggerlo mi faceva male, e così l’ho cancellato. Ma non è escluso che lo riposterò, più in là.

La notte, una tazza di caffè… una sigaretta… la musica in sottofondo.... note che si inseguono, mi avvolgono in un abbraccio....
Una tastiera.... fogli sparsi, la luce del mio lume che rende il fumo denso e vivo....
Ho mille righe e parole da scrivere.... sembrano vuote.... il mio lavoro....
Si fanno spazio i pensieri, i ricordi.... la notte è fatta per farsi male e coccolarsi un pò....
Vorrei riuscire a raccontare, vorrei riuscire a “sentire” ogni passo del mio racconto.... sempre....
Forse un giorno riuscirò a finirlo il mio “libro”, ma anche se così non fosse, lo avrei già scritto, comunque, dentro me....
Quanta vita ho vissuto?
A volte mi sembra nulla.... ma qualcuno mi fa “guardare”.... non è poco....
Non fermerò le mani, non fermerò la mente, non fermerò il cuore....

venerdì 27 novembre 2009

1^ LEGGE SULL'OTTIMISMO...

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Ottimista è colui che crede che una donna abbia terminato la sua telefonata solo perchè ha detto: "allora ti saluto"....

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lunedì 23 novembre 2009

UN PROFUMO CHE SA DI "BUONO".....

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Leggo, si, vi leggo….

E così mi è capitato di leggere un post di uno dei blog sui quali mi soffermo, a volte senza commentare, ma semplicemente per “leggere”…..
Uno dei tanti post…. semplice, eppure
“vivo”….

Scrivere su una tastiera può essere molto più del semplice gesto di pigiare tasti che trasferiscono i caratteri sul monitor…
Incontrare i pensieri della gente, raccontare se stessi, guardare al di là dei limiti che ci si impone e che ci vengono imposti, ogni giorno.

Ed è così che ci si imbatte nelle storie di vita degli altri, oltre che nelle proprie…. e si incontrano le sensazioni, i ricordi, le gioie, i dolori di persone che come noi cercano un’ancora per il cuore e per la mente.

Storie “normali”, storie “maledette”, storie che fanno sorridere… immagini presenti…. immagini passate…. sogni…. desideri.

E ci si accorge che ci sono ancora vite nelle quali l’ordinario sa di “pulito”… a dispetto di una “tendenza” che sembrerebbe imporre la “trasgressione” come “valore”, oppure come “terapia” all’insoddisfazione….Spesso i sentimenti “forti”, in quanto “fuori dall’ordinario”, vengono venduti come panacea che esorcizza un’esistenza altrimenti “piatta”…..

In un quotidiano dove l’ordinario sembra essere un “lusso” o, peggio, una “maschera” che nasconde l’ipocrisia di chi si “accontenta”…. si può restare “sorpresi” da parole che ci riportano a quel profumo di “pulito”, un profumo che vale molto più di ogni “trasgressione” alle regole….

Un profumo che esiste ancora, che non è perso per sempre. Ciascuno di noi spesso lo dimentica, lo mette in un angolo, quasi con vergogna….
Rifiutiamo il nostro OGGI, nemmeno fosse il nostro peggior incubo invece che la nostra vita….

Spesso ci abbandoniamo ai ricordi, rincorriamo i sogni, perdiamo il valore del “presente”….. un presente che per quanto “povero” ci possa apparire, rappresenta la nostra vita, quella in cui non abbiamo solo il “dovere” di vivere, ma potremmo riscoprire anche il “piacere” di vivere….

E che ne sarebbe del nostro “racconto” se non ci soffermassimo, anche solo di sfuggita, a specchiarci nelle parole e nei racconti degli altri?

Resteremmo a “parlarci addosso”…. ci soffermeremmo sulle rughe del nostro viso, sui “segni” che vogliamo vedere a tutti i costi…. perderemmo l’opportunità di guardarci per come siamo veramente, e perderemmo anche il cammino che ci porterà a ciò che saremo…. a prescindere da noi stessi.

Leggo….. si, voglio leggervi….

Voglio leggere voi, come cerco di leggere ogni persona che incontro…. soffermandomi sulle parole che mi fanno ritrovare un pensiero che sa di buono, per portarlo con me.

A un sentimento non puoi sempre dare una forma, e se riesci a dargliela è un sentimento "grande" che ha messo radici dentro te…. ci sono sentimenti che ti toccano e ti aiutano a crescere anche se non riesci a “disegnarli” in modo preciso.

Anche nelle “righe” virtuali ci possono essere "belle" sensazioni.... che viaggiano velocemente attraverso la rete…

C’è chi si serve di questa "agorà" per far male, chi per confondere, chi per “recitare” in modo goffo o squallido…. e c’è chi semplicemente se ne serve per “regalare” un pezzo di se a chiunque vorrà fermarsi a raccoglierlo….
come accade nella vita "reale"....
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giovedì 19 novembre 2009

ODE ALLA VITA (Pablo Neruda)

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Già letta e riletta, proposta in un vecchio post, ma mi ha colpito il sottofondo che l'accompagna in questo video, e poi, adesso, in questo preciso istante, mi serviva rifissarla nella mente....

Per il corretto ascolto dell'audio di questo video, disabilitare il player nella barra laterale del blog.

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martedì 17 novembre 2009

MANUALE DEL GUERRIERO DELLA LUCE (PARTE PRIMA)

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"Un discepolo non è più grande del maestro;
ma ogni discepolo ben preparato sarà come il suo maestro.."
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Luca, 6:40

MANUALE DEL GUERRIERO DELLA LUCE
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Paulo Coelho
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Parte Prima

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Un guerriero della luce non dimentica mai la gratitudine.
Durante la lotta è stato aiutato dagli angeli.
Le forze celesti hanno messo ogni cosa al proprio posto, permettendogli di dare il meglio di sé.
Gli altri commentano: "Com'è fortunato!"
E spesso il guerriero ottiene assai più di quanto le sue capacità gli consentano.
Perciò, quando il sole tramonta, si inginocchia e ringrazia il Manto Protettore che lo circonda.
La sua gratitudine, però, non è limitata al mondo spirituale: egli non dimentica mai gli amici, perché‚ il loro sangue si è mescolato con il suo sul campo di battaglia.
Un guerriero non ha bisogno che qualcuno gli ricordi l'aiuto ricevuto: se ne ricorda da solo, e divide la ricompensa con chi l'ha aiutato.
Tutte le strade del mondo conducono al cuore del guerriero: egli s'immerge senza esitazioni nel fiume di passioni che scorre sempre attraverso la vita.
Il guerriero sa che è libero di scegliere ciò che desidera: le sue decisioni sono prese con coraggio, distacco e, talvolta, con una certa dose di follia.
Accetta le proprie passioni, e le vive intensamente.
Sa che non è necessario rinunciare all'entusiasmo delle conquiste: fanno parte della vita, e ne trae gioia con tutti coloro con cui le condivide.
Ma non perde mai di vista le cose durature, e i solidi legami creati attraverso il tempo.
Un guerriero sa distinguere ciò che è transitorio da ciò che è definitivo.
Un guerriero della luce non conta solo sulle proprie forze. Sfrutta anche l'energia dell'avversario.
Quando inizia il combattimento, tutto ciò che possiede è l'entusiasmo e le mosse che ha appreso durante l'addestramento.
Man mano che procede nella lotta, scopre che l'entusiasmo e l'addestramento non sono sufficienti a vincere: è necessaria l'esperienza.
Allora egli apre il suo cuore all'universo, e chiede a Dio di ispirarlo affinché ogni colpo del nemico gli insegni ancora a difendersi dal suo attacco.
Gli altri commentano: "Com'è superstizioso. Ha Interrotto la lotta per pregare, e teme l'avversario".
A queste provocazioni il guerriero non risponde. Sa che, senza ispirazione ed esperienza, non c'è addestramento che dia risultato.
Un guerriero della luce non imbroglia mai, ma sa distrarre il suo avversario.
Anche se in affanno, sfrutta ogni risorsa per raggiungere l'obiettivo. Quando si accorge di essere allo stremo delle forze, fa credere al nemico di rinunciare alla lotta. Quando sceglie di attaccare da destra, muove le sue truppe verso sinistra. Se intende iniziare la lotta immediatamente, finge di avere sonno e prepararsi a dormire.
Gli altri commentano: "Guardate…. ha perso l'entusiasmo"... ma lui non da importanza ai giudizi, perché‚ gli altri non conoscono le sue tecniche di combattimento.
Un guerriero della luce sa ciò che vuole. E non ha bisogno di spiegare nulla.
"Fai credere al tuo nemico che non otterrà grandi ricompense se deciderà di attaccarti. Così farai diminuire il suo entusiasmo."
"Non ti vergognare di ritirarti provvisoriamente dal combattimento, se capisci che il nemico è più forte. L'importante non è la singola battaglia, ma la conclusione della guerra."
Se sarai abbastanza forte, non dovrai vergognarti di fingerti debole. Questo rende il tuo nemico vulnerabile, e lo spinge ad attaccare anzitempo.
"In una guerra, la capacità di sorprendere l'avversario è la chiave della vittoria."
"E' strano", pensa il guerriero dentro di sé... "incontro tanta gente che, alla prima occasione, tenta di mostrare il lato peggiore di sé... nasconde la sua debolezza dietro l'aggressività... dissimula la paura della solitudine fingendosi "indipendente". Non crede nelle proprie capacità... ma vive vantandosi dei propri pregi".
Il guerriero della luce legge tutto questo in tanti uomini e tante donne che conosce.
Non si lascia mai ingannare dalle apparenze, e fa di tutto per rimanere in silenzio quando tentano di impressionarlo.
Ma coglie l'occasione per correggere i propri errori, perché ogni uomo per lui è uno specchio in cui riflettersi...
Un guerriero approfitta di qualsiasi opportunità per imparare.
Talvolta il guerriero della luce lotta anche con chi ama.
L'uomo che tutela i propri amici non è mai vittima delle tempeste dell'esistenza; ha le forze per superare le difficoltà e andare avanti. Eppure, tante volte, si sente sfidato dalle stesse persone a cui ha insegnato l'arte della spada. I suoi discepoli lo "sfidano".
E il guerriero mostra le sue capacità: con pochi colpi fa rotolare a terra le armi degli allievi, e l'armonia ritorna...
Gli chiedono: "Perché lo fai se sei tanto superiore?"
"Perché‚ quando i miei discepoli mi sfidano, in realtà, vogliono parlare con me, e in questo modo io mantengo vivo il dialogo" risponde il guerriero.
Prima di affrontare un combattimento importante, un guerriero della luce si domanda: "Fino a che punto ho sviluppato la mia abilità...?"
Egli sa che le battaglie che ha ingaggiato nel passato gli hanno sempre insegnato qualcosa.
Eppure, molti di questi insegnamenti lo hanno fatto soffrire più del necessario.
Più di una volta ha perduto il proprio tempo, battendosi per una menzogna. E ha sofferto per uomini che non erano all'altezza del suo amore.
I vincenti non ripetono lo stesso errore. Perciò il guerriero rischia il proprio cuore solo per qualcosa per cui valga la pena.
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continua [...]
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sabato 14 novembre 2009

INFLUENZA MAIALA!!!!

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Anche l’influenza si evolve e si adatta ai tempi: prima l’ASIATICA….. e qualcuno in passato, sperando in un avventato “malinteso” poteva affermare di non essere stato al lavoro perché era stato “a letto con l’asiatica”.
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Oggi la “suina”, che in alcune regioni italiane (prima fra tutte la toscana), viene anche definita “LA MAIALA”….. e senza dubbio fa un certo effetto sentire qualcuno affermare “sono stato a letto con la maiala”…..
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Insomma, sembrerebbe proprio che i virus vadano al passo con il “costume” della società. Il mito della bellezza nipponica, che viene sostituito dal più disinibito mito della “donna senza tabù”…..
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C’è chi dice e ridice che bisogna vaccinarsi a tutti i costi verso la “maiala”….
Le sue reali potenzialità non si conoscono ancora, non si sa chi possa colpire, e non si possono prevedere le conseguenze.
In realtà forse la si sta sopravvalutando un pò sta "maiala" di influenza.
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La sua “virulenza” dovrebbe essere sovrapponibile a quella degli altri virus influenzali, ma, a quanto pare, in alcuni casi, anche in persone apparentemente “sane”, cioè senza altri problemi pregressi di salute, potrebbe dare complicanze gravi, soprattutto a livello polmonare (ma questo accade anche con la classica influenza).
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Ma se qualcuno in età adolescenziale ci avesse detto "un giorno ti dovrai vaccinare contro “la maiala”, noi cosa avremmo pensato?
Di solito i parenti o gli amici più “vecchi” ci consigliavano di prendere le dovute precauzioni, sia fisiche che emotive nei confronti delle cosiddette “maiale” (quanti condom dimenticati nel cruscotto dell’auto e ritrovati dopo anni in condizioni simili ai fossili del giurassico), ma mai nessuno avrebbe azzardato il consiglio di “vaccinarsi”.
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CHEPPOI, se esistesse un vaccino contro le “maiale” o “i maiali” non ci sarebbe gusto….. bisogna imparare a conoscere anche questa dimensione dell’animo e del fisico, la “maialità”….. poi, una volta conosciuto, ciascuno è libero di fare la sua scelta.
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Non so se si è notato, ma sto delirando anche stavolta…..
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Buon week end a tutti!!!!!

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