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Luca ha incontrato Maria ad appena 18 anni.
Non è mai stato un santo, ma dietro la sua apparente “sicurezza”, spesso mascherata da “arroganza”, ha sempre nascosto il suo grande bisogno di “aiuto”. Nella sua storia di bambino e poi adolescente, un padre autoritario, troppo autoritario, che portava con se i segni di un'infanzia spezzata da una figura paterna assente e da una madre che gli aveva voltato le spalle troppo presto.
Un uomo che aveva riversato sulla sua famiglia il grido che rivendicava “attenzione”, “considerazione” e “affetto”.... un grido tanto forte da generare negli altri “paura” e farli sentire “in gabbia”.
Luca non aveva seguito l’istinto di sopravvivenza come avevano fatto gli altri fratelli....
Si era subito ribellato a quel “sentirsi sempre inadeguato” solo perché non voleva “vestire” il clichè che qualcun altro voleva per lui, a prescindere dai suoi desideri, come conseguenza di un “amore malato”, dettato dalla necessità di “marcare il proprio territorio” più che dal naturale istinto che porta un genitore a desiderare di veder crescere un figlio e renderlo capace di spiccare il volo da solo.
Luca non voleva studiare, ma già dal liceo si era messo a lavorare.... amava stare in mezzo agli altri, esibirsi, sentirsi “accettato” dalla “massa”.
Aveva pochi amici sinceri, la maggior parte delle persone che frequentava apparteneva a quel mondo di “apparenza” in cui voleva mettere radici....
Aveva cominciato a fare radio, poi qualche televisione privata, aveva aperto assieme ad altre persone anche un piccolo locale….
A vent’anni sposò Maria. Sembravano inseparabili e complici su tutto, le piccole e le grandi cose. Cominciarono da zero.... lei lo faceva sentire importante e unico. Lui ne aveva “bisogno”, ma si portava dentro il germe dell’insoddisfazione....
Col passare del tempo finì per “sprofondare” nel lavoro, ma non quello che ti da da vivere e ti permette di creare un minimo di “prospettiva”…. la sua era piuttosto la ricerca di un modo per sentirsi “grande” e “libero”....
Gran cosa riuscire a guadagnarsi da vivere facendo ciò che ti fa sentire “scollegato” da ogni forma di “omologazione”, ma solo se hai un “obiettivo” stabile. Altrimenti può diventare una roulette russa.
Nel tempo Luca non si accorse che stava “squilibrando” la sua esistenza, lasciando che la sua ricerca frenetica e disordinata di successo e appagamento lo portasse all’alienazione dai sentimenti “veri”.
Anni di veleno represso, di rancori covati e mai esposti per tempo, che portarono ad una nuova scena: due persone sconosciute, Luca e Maria.... si odiavano, o, quantomeno, questo era ciò che traspariva ormai da ogni loro gesto durante i momenti di “convivenza”.
Luca arrivò quasi al successo.... quello che desiderava sin da adolescente. Una “posizione” di prestigio.... Ma anche questa senza “radici”. Quando le cose importanti della tua vita si basano solo sull’approvazione degli altri, ecco che si materializza la suddetta “roulette russa”.
Ti sei ritrovato solo, a cinquant’anni passati, a doverti reinventare un futuro ed un lavoro.... a raccogliere i pezzi della tua vita.
Ti “ammiro” per come ci stai riuscendo, nonostante tutto. Non sono mai stato d’accordo con le tue scelte, alcune delle tue scelte.... E tu lo sai. Ma....
Ti guardo, ora.... e non so cosa dire. Vorrei una possibilità, la vorrei io per te. La vorrei materializzare e poi regalartela. Ora che sei solo. Fiero, ma con lo sguardo che lascia trasparire la tua “paura”.
Sarebbe un bel regalo riuscire a regalartela un’opportunità. Un regalo per me.... per un “egoista” come me....
Me la vorrei proprio togliere la soddisfazione di essere il protagonista assieme a te di una “nuova opportunità” che ti tiri fuori dal pantano. Anche perchè, riuscendoci, esorcizzerei questa fottuta paura che prende a volte anche me, di poter arrivare ad un certo punto della mia vita e dover ricominciare tutto da capo....