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lunedì 19 gennaio 2009

GIUDICI E SACCENTI

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Sono io ad essere sbagliato… è un ritornello che si ripeteva nella mente, ancora, ed ancora…. La tua “necessità” di “silenzio”, quella che viene additata, quella che ti fa “giudicare” da chi vede in te solo una egoistica ricerca di “solitudine” e “non condivisione”… quella che ti ha fatto sentire “sbagliato” agli occhi degli altri… e dire che ci hai messo una vita ad abituarti, a comprendere che non era una “malattia” la tua… ma solo il tuo “essere”…
E che c’è di strano se non riesci a manifestare il tuo entusiasmo? Se non riesci a manifestare i tuoi sentimenti come gli altri si aspettano? Come in un teatrino ben orchestrato in cui tutti devono attenersi al copione, e chi non si attiene è anomalo, è “fuori”… E quanta gente c’è che crede di potersi erigere a giudice dell’altro, e si crede giusta?
Ho te… e se l’amore esiste… è quel “tutto” che ti consente di “essere uno” con l’altro, senza necessità di giudicare o di “interpretare”…
Quanti registi ci sono? Quanti direttori d’orchestra? A chi credete di darla a bere? Il vostro falso interessamento è solo necessità di assoldare gli altri… e sentirvi giusti nell’esprimere un giudizio che non avete il coraggio di esprimere su voi stessi…
Vivimi, tu che sai vivermi… tu che vuoi vivermi, e permettimi di viverti… nel tuo “lasciarmi scorrere”… sei tu che mi hai donato la guarigione… la guarigione dal “mal di vivere” che tanti “saccenti” mi avevano elargito…
Non permettere a nessuno di giudicarti, e fai attenzione a ciò che leggi negli occhi della gente: potresti stupirti di leggere negli occhi di chi non senti vicino, un grande rispetto, così come potresti leggere una grande falsità in due occhi che vorrebbero apparirti goffamente sinceri e complici…
A te che impieghi il tuo tempo a demolire chiunque decida di non condividere il fango della tua ipocrisia… a te che hai come unico mezzo di sopravvivenza il tuo “veleno” tanto denso quanto “inutile” perché degradabile dal tempo… a te dedico tutta la mia totale indifferenza…

47 commenti:

lea ha detto...

Ho iniziato a leggere un pò stupita, e poi sempre più emozionata ciò che hai scritto. C'è stato un lungo periodo nella mia vita che avevo la netta sensazione di indossare una maschera, perchè mi sentivo inadeguata alle situazioni e alla società che vivevo (e se devo dirla tutta tutt'ora a volte ho questa sensazione che cerco di scacciare perchè non ne ho più motivo).Oggi mi stupisco di non aver più bisogno di indossare "la maschera", perchè me ne strafrego di quello che pensano di me e di quello che faccio e che amo fare. Perchè come dici tu sembra strano chi vive una certa solitudine, una non condivisione, io dico che si tratta di non uniformarsi per non diventare,per forza di cose, ipocriti. Ma quanta fatica, raggiungere una maturità che ti porta a pensare più ai contenuti che alla forma. Ma quando poi ci si riesce, basta girarsi intorno per vedere che chi ci è rimasto vicino, sono quelle le sole persone che CI VOGLIONO VERAMENTE BENE! Ed è per loro e con loro che ne è valsa la pena soffrire così tanto. Per tutti gli altri l'indifferenza è la peggior vendetta!

Luna_tica ha detto...

B_giorno Dott,
grazie per avere inconsapevolmente scritto e descritto ciò che io sono, da sempre, da una vita.
Che meraviglia leggerti complice,
che bella sensazione mi cuci addosso.
"Amami ma, Ama di più il mio Silenzio" questa sono io.

un bacio

Minu ha detto...

non amo granchè la solitudine, non ci sono abituata. casa mia non è un porto di mare ma quasi si avvicina e credo sarà sempre peggio o forse sempre meglio, avendo due piccole donne che stanno crescendo e che stanno intessendo, una con grande fatica, l'altra con grande facilità, rapporti di amicizia.
per contro ho scoperto di amare persone che vivono di silenzi, di solitudine. Ho imparato ad apprezzare ed amare anche le parole non dette ma espresse comunque. Ho imparato a codificare gesti, sospiri, pensieri. Quasi un nuovo alfabeto tra noi. Ho imparato a non parlare di loro, a viverli e basta senza complicazioni e offuscamenti dei pensieri altrui. un sorriso misto a solidarietà, non è il termine giusto ma non riesco a trovarne un altro, minu.

ilaria ha detto...

"Quanti registi ci sono? Quanti direttori d’orchestra? A chi credete di darla a bere? Il vostro falso interessamento è solo necessità di assoldare gli altri… e sentirvi giusti nell’esprimere un giudizio che non avete il coraggio di esprimere su voi stessi…"...sono d'accordissimo su questa frase...la gente ha bisogno di dire di te perche' non ha il coraggio di dire di se stessa;)

Miranda ha detto...

Com'è difficile essere accettati semplicemente per quello che si è. Nemmeno chiediamo tanto, ci basterebbe almeno esser lasciati in pace. Ma tutti debbon sentenziare, dire la loro opinione non richiesta, farci entire dei marziani... e non abbiamo più l'età, nè la voglia, di fingere di essere come ci vogliono.
Le tue parole mi hanno richiamato alla mente alcuni versi di E. Dickinson. Provo a ricordarli:

Temo un uomo dal discorso frugale-
temo un uomo silenzioso-
l'arringatore- posso sorpassare-
il chiacchierone- intrattenere-

Ma colui che pondera - mentre gli altri
spendono l'ultima lira-
di quest'uomo -diffido-
temo che egli sia grande-

Decisamente la cara vecchia Emily non si fermava alla superficie delle cose, andava oltre...
Buona giornata

Donnachenina BLOG ha detto...

Ciao Maurizio, capisco questo tuo discorso fatto fra te e te, però vorrei dire che se siamo capaci di leggere noi stessi, ci accorgiamo abbastanza presto che quel giudice che crediamo all'esterno di noi siamo noi stessi, come dice Andreas Lou Salomè, che ha scrutato per tutta la vita l'animo umano, non troviamo all'esterno un giudice che non sia già dentro noi stessi... (Lei usa la frase:"Sono sempre i nostri muri, quelli con la quale ci scontriamo..) l'esterno è solo un'occasione per suggerircelo, ma nessuno dall'esterno ci può in qualche modo insinuare certe cose, se una parte di noi non gli acconsente; e questo avviene quando la personalità si sta ancora formando e non si è ancora centrata su se stessa, e abbiamo bisogno di riconoscimenti dall'esterno, ecco perchè se qualcuno non ci accetta e ci giudica ci mettiamo in discussione, e ci sentiamo inadeguati.
Questo al limite può avvenire, ed è anche giusto prenderlo in considerazione se la persona che esprime certe cose è una persona che ci è molto cara, allora non possiamo ignorarla anche se non ci troviamo d'accordo e la relazione può avvenire solo quando entrambe le persone si mettono in discussione, ma certo chi non è interessato davvero a noi, e noi a loro non richiede una tale fatica.
Il tema che proponi comunque è molto vasto e non lo si può liquidare così con un commento ad un post, anche perchè quando scriviamo di getto certi pensieri come hai fatto tu qui, abbiamo ben in mente certi nosti vissuti, e non lo si può estendere a tutti.
Personalmente, non ho impiegato tantissimo a capire che non è dagli altri che mi posso aspettare il giudizio su me stessa, ma da me...fatto questo però rimane poi il fatto, che certe persone fatte in un certo modo, come penso sei fatto tu e anch'io del resto, non possono aspettarsi un pubblico vasto e si devono accontentare dei pochi che li comprendono.
Un saluto e un buon proseguimento.

Alessandra ha detto...

bello forte caro Maurizio. La difficoltà sta nel comprendere noi stessi e fare i conti con tutti i nostri lati (chiari o scuri che siano)più che essere come gli altri ti vorrebbero, o compiacerli o ...che ne so!
Sempre un mio abbraccio
Alessandra

stellavale ha detto...

Io lo penso spesso che forse sono io ad essere sbagliata....

Nikka ha detto...

Le tue parole mi colpiscono molto...come altre volte è successo...e io non so che dire...leggo e rileggo ciò che hai scritto....

Donnachenina BLOG ha detto...

Ciao Maurizio, sono ripassata per leggere anche altri commenti, e rileggendo il mio mi rendo conto che omettendo qualcosa che invece avevo in mente di dire l'ho reso monco.
In definitiva io volevo semplicemente dire che non possiamo evitare agli altri di essere "giudici" o "saccenti" come li hai designati nel tuo titolo,il problema si pone quando qualcuno si mette a fare il giudice o il saccente con noi e non lo possiamo evitare, perchè di certo se ho il sentore che persone che non sono costretta a frequentare son così come tu dici, faccio presto le evito, e se non posso evitarle perchè sono colleghi di lavoro non potendogli impedire di essere poco obiettivi non ne tengo conto,l'importante è avere dentro l'esatta percezione di noi per non lasciarsene contagiare...poi come ho detto sopra il discorso cambia totalmente nel caso che si tratti di persone a noi congiunte, lì sarei più cauta a considerare l'altro come un saccente o un giudice, ma se per caso uno è costretto ad esprimersi così vuol dire che non ci si riesce a comprendere, in poche parole non c'è amore.
Ciao

lella ha detto...

mi è capitato spesso di kiedermi se la persona ke sbagliava ero io.....ma da un pò di tempo ho deciso di smettere di crearmi questi falsi problemi.La gente ke ci circonda nn è spesso degna di occupare i nostri pensieri.Dobbiamo pensare a noi stessi ed essere superiori a tutti i pettegolezzi,le invidie,le ipocrisie.L'arma + micidiale è l'indifferenza totale:non esistono e basta.Non ci abbasseremo mai al loro livello!NOI SIAMO SUPERIORI:-)
Lella

luly ha detto...

Leggo questo tuo post con stupore, ma anche amarezza. Quanti saccenti abbiamo incontrato sulla nostra strada? E quanti ne incontreremo ancora? Non è da tutti "leggere negli occhi della gente", soprattutto quando si è deboli e malati del "mal di vivere".
Ad ogni modo, basterebbe un po' di umiltà in più e, soprattutto, di buon senso per far girare le cose nel verso giusto. E poi, perchè darsi tanto tormento per i giudizi altrui?
Sono contenta della tua visita nel mio giardino, ti aspetto, ancora.
Io, intanto, ti linko:)

ReAnto ha detto...

..è dura ,ma è così... tramortiti dal "veleno" ci rialziamo più forti di prima . Grazie . Sei linkato! :)..

Sabatino Di Giuliano ha detto...

La vita e' uno slalom tra giudicare ed essere giudicati, mettersi la maschera e mettersi a nudo. La forza di essere se stessi e' scambiata per superbia...
Tanti pensieri hai scatenato in noi...
Con l'avanzare dell'età pero' ti rendi conto che i rami secchi li spezzi con piacere, e del giudizio degli altri ti importa sempre meno...

Kylie ha detto...

Un post molto intenso. Non sempre si riesce a convivere con il vero io e trasformarci in qualcosa di diverso è una tentazione forte, e semplice.

Un bacio

Vania e Paolo ha detto...

Ero passata da te l'altro giorno, ma non avevo ben compreso perchè la mia mente era in tutt'altro posto.
Stamattina, sono a casa da lavoro, la bimba dorme, e sò cosa scrivere.
Ieri pomeriggio sono andata in biblioteca a prendere un libro e parlando con la ragazza che lavora lì si è cominciato a parlare di amicizia. Quando sono tornata a casa ho ripensato e ho capito 2 cose importanti .Diamo per scontato che le persone che ci stanno vicino parlino sempre delle stesse "stupidate" e superficialità e questo ci limita, la seconda cosa è che certe persone (io e penso anche tu, scusa se ti metto in mezzo spero di poter permettermelo) hanno più bisogno di Amore (ma con la A maiuscola ) di altre persone .
Però non chiedermi perchè e per cosa. Alla fine quindi non siamo per niente sbagliati,siamo solo differenti o diversi come vuoi dire. Buona giornata Vania

stella ha detto...

Condivisione assoluta!

Un abbraccio forte.

lasettimaonda ha detto...

Intenso, come sempre caro Muarizio!
Il giudizio degli altri può spiazzarci, ma sempre dipende d chi sono questi "altri".
Purtroppo e sottolineo purtroppo, ho un carattere piuttosto duro e come ti avevo già detto in merito ad un altro tuo post, il problema mio è l'opposto: permetto poco agli altri, a volte, un pò frettolosamente, forse un pò troppo "a pelle", mi oriento verso le persone che ritengo abbiano le famose "affinità elettive" condivisibili con me.
Quando mi sono lasciata convincere a non fare ciò, ho preso delle belle facciate, ma non importa, anche questo serve a rialzarsi più forti.
Il problema è che spesso questa istintività viene confusa per superbia, o peggio, per snobbismo.
Comunque.....nlla foto non c'è la mia vecchia dobermann bensì Dylan, il meticcione un pò bischero....passami questo slang toscano, ma non saprei come altrimenti...."giudicarlo"!!!!!!!
Un saluto affettuoso!Syl

Antonella ha detto...

e adesso cosa ne farai dei commenti? in fondo sotto sotto ( ma neanche tanto sotto) anche un elogio non è che un giudizio. Un post un po' ansioso ( giudizio arbitrario? ) ma ti prego non giudicare il mio giudizio!! Gregoretti ( giornalista regista ) durante una recente intervista ha detto che si critica chi si ama. e in ogni caso l'amore viaggia su un binario a parte.
e poi cosa c'è di più consolante di un giudizio cattivo che sai di non meritare? come diceva Oscar Wilde vivo con la paura di non essere frainteso .
Spero , malgrado giudichi questo post inquietante, che tu stia bene

Frida ha detto...

Nessuno dovrebbe essere giudice di nessuno. Ma così và il mondo! Ciao

la signora in rosso ha detto...

i giudici più severi siamo noi, gli altri possono dire, e ferire solo perché non riescono a vedere se stessi. L'equilibrio è anche nell'accettarci per come siamo, e nello stesso tempo accettare gli altri per quel che sono. "non ti curar di loro, ma guarda e pasaa"

Maurizio ha detto...

* Lea: "agevolare" il modo di "essere" di un essere umano, è la manifestazione di amore più grande che si possa mostrare... Certo, la critica, la riprensione (parlo, ad es., di quello che un genitore si sforza di fare con un figlio) possono in alcune fasi ed in alcuni casi essere indispensabili, ma in seguito, quando in ciascuno si delinea un carattere ben preciso, il cammino verso la propria autostima, e verso il giusto "rapportarsi" agli altri, può essere lungo e difficile...
Un caro saluto.

* Luna_tica: siamo complici, apparentemente diversi, ma simili, vicini... ci sono affinità che vanno al di la delle apparenze...
Un bacio

* Minu: il tuo pensiero misto a solidarietà, può essere riassunto in un termine che spesso, oggi, si dimentica o addirittura si giudica ormai superato e bigotto: RISPETTO...
Grazie :-)

Maurizio ha detto...

* Ilaria: è un meccanismo in cui cadiamo tutti... magari senza rendercene conto. Spesso riversiamo sugli altri il giudizio che non riusciamo ad esprimere su noi stessi... Ecco perchè questo mio pensiero più che un "lamento" sterile, vuole essre un modo per urlare e urlarmi sensazioni e pensieri che, se interpretati e vissuti nel modo giusto, possono aiutarci a vivere meglio.
Un abbraccio

* Miranda: spesso ho sentito dire e ho letto che si deve temere chi NON PARLA... ma io aggiungerei che non tutti i SILENZI sono uguali... così come ogni essere umano è un'entità a se stante... anche se fa parte di un "corpo" più grande. In ogni "corpo" tutti gli organi contribuiscono a far vivere l'organismo, e la sopravvivenza di ciascuno è legata a quella degli altri, ma ciascuno è un'entità a se stante... diversa e unica.
Un grande abbraccio

* Donnachenina: come sempre la tua analisi è minuziosa e accurata. Condivido ciò che dici a proposito del fatto che quando la nostra personalità non è ancora "formata" abbiamo bisogno più che mai di sentirci "accettati" e "rassicurati" dagli altri. Però nel tempo, e su questo forse sarai daccordo con me, ti accorgi che ci sono persone che fanno della "critica" un'arma esclusivamente demolitiva... non so perchè lo facciano, forse per difendersi a loro volta, ma lo fanno. Forse, come dicevo in una precedente risposta ai commenti, anche io l'ho fatto e lo faccio senza rendermene conto.
In effetti puoi ignorare più facilmente il giudizio di qualcuno che non appartiene alla tua sfera emotiva, che non è coinvolto nei tuoi "meccanismi" dell'animo, mentre devi porti qualche problema in più quando la persona che ti muove una critica è una persona che appartiene al "tuo mondo"...
Io continuo il mio cammino verso la "conquista di me stesso".. sperando un giorno di arrivare alla mèta...
Un abbraccio.

Radiconcini ha detto...

Una riflessione in parte dura ma vera, sincera

Maurizio ha detto...

* Alessandra: certamente la parte più difficile è accettare se stessi, ma, forse, più che di "accettare", parlerei di "conoscere realmente" se stessi...
Un abbraccio a te

* Stellavale: in molti lo pensiamo, ma penso che sbagliamo a continuare a pensarlo... forse ogni essere umano è in parte "sbagliato" e in parte "giusto"... siamo tutti uguali sotto questo aspetto, non credi?
Un bacio

* Nikka: che piacere rileggerti... sei una di quelle persone che mi sembra di conoscere da tanto tempo, pur non conoscendoti...
Un bacio grande

Maurizio ha detto...

* Lella: mi è stato insegnato che devi sempre guardare la trave che è nel tuo occhio prima di giudicare la pagliuzza che è nell'occhio del tuo prossimo, ma alcune persone hanno fatto di questo mio atteggiamento uno strumento per "agevolare" tutta la mia insicurezza ed il mio senso di inadeguatezza, approfittando di momenti di immaturità e di "dipendenza" psicologica in cui mi trovavo. E' questo quello che non riesco ad accettare... sicuramente c'è gente che agisce così per ignoranza, nel senso più "lato" del termine... o solo per "povertà" interiore... ed è verso queste persone che oggi non riesco a provare nulla se non indifferenza...
Un abbraccio

Maurizio ha detto...

* Luly: ho necessità di "leggere" negli occhi della gente... da sempre... non riesco a non farlo... non riesco a prescindere dal farlo nel rapportarmi a qualcuno...
Benvenuta e grazie del tuo commento...
A presto

* Re Anto: Si, tramortiti ma non sconfitti... Sei linkato anche tu.

* Sabatino Di Giuliano: la "maturità" ci insegna molte cose che, ad averle prima, ci avrebbero risparmiato molte "tramvate" in pieno volto... ma fa parte della vita... o no?
:-)

Maurizio ha detto...

* Kylie: è così... però, quanta soddisfazione puoi trovare quando ti accorgi che, nonostante tutto, hai resistito e sei rimasto fedele a te stesso...
Un bacio

* Vania: penso che ciascuno abbia bisogno di sentirsi amato per ciò che è... e quando ha la sensazione che questo si avvera, sarà in grado anche di manifestare il proprio amore per gli altri... di qualsiasi forma di amore si parli :-)... Grazie di cuore

* Stella: grazie della tua condivisione... Un abbraccio a te

Maurizio ha detto...

* Lasettimaonda: gentile come sempre Syl... se tutte le persone "dure" fossero come te.. il mondo sarebbe migliore...
Il problema credo che non sia il possibile "fraintendimento" degli atteggiamenti propri e altrui, ma l'incapacità di mettersi in discussione, e di "osservare"... spesso ci si limita solo a "guardare"... osservare è un'altra cosa...
Grazie ancora ed un grande abbraccio

* Antonella: un elogio o un "dissenso" hanno lo stesso valore se vengono espressi nell'ottica della "condivisione" di un pensiero sincero e costruttivo.... e nel tuo caso anche se il tuo parere è "differente" rispetto ad altri, non ho alcun dubbio che sia fatto con il "cuore"... Non è uno sfogo fine a se stesso il mio, forse lo definirei più una disamina di alcuni momenti particolari vissuti nella mia vita...
Un bacio

* Frida: no, nessuno dovrebbe essere giudice... e tutti in effetti dovremmo imparare dai nostri sbagli... Benvenuta

* La Signora in Rosso: un equilibrio delicato, che rappresenta un vero "tesoro" quando riesci a raggiungerlo...

* Radiconcini: Ben ritrovata.
Un pensiero... una parte di me...
Un abbraccio

anna righeblu ha detto...

Ciao Maurizio, condivido le riflessioni...e la conclusione.

Un abbraccio

pierangela ha detto...

ciao Maurizio, ti ringrazio della visita al mio nuovo blog, in questi giorni sono poco presente perche è venuta a trovarmi l'influenza, oggi va un po meglio
un abbraccio pierangela

Nadia ha detto...

Carissimo Maurizio, io mi sento dall'altra parte della barricata.
Ho vissuto per anni con un uomo che non mi ha mai fatto partecipe del suo vissuto, era presente ma i silenzi erano interminabili. Per una come me che la condivisione è fondamentale è stato un dolore continuo, un sentirmi estranea alla sua vita sebbene fossimo sposati. Spesso Maurizio, l'entusiasmo iniziale offusca la realtà e non ti fa vedere la vera essenza dell'altro causando poi un mare di sofferenza.
Un abbraccio ^_^

tempesta ha detto...

è veramente meraviglioso commovente questo post....sai e' qullche giorno che sono chiusa in casa cercando di capire gli atteggiamenti altrui, come dici giustamente tu esistono tanti registi direttori d'orchestra pronti a fingere a fare i propri interessi per non parlare della cattiveria gratuita mischiata al veleno,non ho piu' assolutamente voglia di essere giudicata....di viver con la paura di allacciare rapporti con gente dagli occhi perfidi...oramai sono grande ma la fiducia altrui era; e alle volte lo è ancora talmente grande che faccio fatica a vivere in mezzo a questa nettezza di ipocrisia ...un abbraccio

maria rosaria rossini ha detto...

una volta raggiunta la consapevolezza che si può essere sbagliati, e al contempo possedere le giuste dosi di sereno distacco, grazie a certe situazioni e a chi le crea, che ti possono rinfrancare... buona è stata la bella sviscerata interiore, seppur dolorosa!
un abbraccio, caro maurizio.

sara ha detto...

parole forti, chiare, schiette, dirette...questo credo sia tu Maurizio.

chi se ne frega dei tanti registi, conta solo quello che sentiamo e l'amore che diamo col nostro modo di dare. senza i nostri sbagli e i ns pregi non saremo noi. non sopporto chi sta a guardare, senza voler vedere.

mettersi in discussione è importante, è crescere è migliorare sè stessi.

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

Questo post mi ha molto toccato, ma se inizio a commentarlo non finisco più.
L'unica cosa che posso aggiungere è che ho scoperto sulla mia pelle che spesso gli altri non stanno proprio con il fucile spianato, pronti a giudicare la nostra vita od il nostro essere, ma siamo noi a proiettare su di loro le nostre insicurezze.

Maria Chiara ha detto...

Te l'hanno fatta grossa...?
Ma ti capisco.
Mi è piacuto quel tuo "che ti consente di essere uno con l'altro"...è un po' la mia filosofia di vita...
Stammi bene e buon tutto!

AnnaGi ha detto...

Mi sembra di leggere nei miei pensieri. E' quello che mi è successo un po' di mesi fa: mi sono improvvisamente sentita "distante" da tutto il mondo, compreso quello che immaginavo fosse il più vicino per me, fino a quando è scoppiata la bomba. Un periodo più o meno lungo di silenzio, che aveva preceduto lo scoppio, credo abbia "disorientato" chi mi ruotava intorno. Io non voglio più spiegare il come ed il perchè dei miei "ritiri"; chi ha la giusta sensibilità saprà capire che tipo di lavoro sto facendo su me stessa, RIUSCENDOCI, piano, ma ci riesco ed oggi non permetto quasi più a nessun di giudicare e sai perchè? Perchè sto imparando ad apprezzarmi, sto imparando che devo un po' più di stima e rispetto a me stessa, che ho la mia vita e le mie esigenze e le decisioni devono ruotare intorno a loro e non a quelle degli altri. Sto imparando che i saccenti non hanno di meglio da fare, o meglio: non hanno il coraggio di pensare un po' a se stessi e di mettrsi in gioco... ecco dove sta la magagna!
Sono aperta ad un confront sincero ed accetto le critiche, le prendo e cerco di ragionarci su... non sono perfetta e questo non mi crea iù alcun dispiacere, anzi!!!

Un abbraccio forte!!

P.S. è bello ritrovarsi in un paensiero altrui :)))

verderame ha detto...

ci sono tanti giudici, ogniuno di noi è giudice ed arbitro. Non è facile disarticolarsi dai giudizi a volte ne siamo inconsapevolmente dipendenti, ma quando finalmente ci riusciamo respiriamo aria pura che entrando prepotentemente in noi fa anche un poco male ma ci salva, e adesso mi rendo conto di aver sbagliato a parlare al plurale, non è forse una violenza anche il presupporre che altri la pensino come me? allora considera questo mio pensiero formulato al singolare, ciao e buon volo. Marina

amaryllisa ha detto...

perchè mi ritrovo così tanto in queste parole? dovrei rifletterci...grazie per questo bel post...

lella ha detto...

ciao caro.......
son passata x augurarti un buon fine settimana,sperando di poter cogliere un sorriso tra le tue labbra
un abbraccio
Lella

Pino ha detto...

Caro Dottore mi sa che hai bisogno di un Dottore :-)
che fai sorridi: missione compita "dottor" Pino ha fatto gol.
Ma hai visto il Bari 1 in classifica, GRANDE ANTONIO CONTE.
Va be! sto divagando a mio parere il film Matrix racchiude la nostra esistenza. Siamo tanti numerini comandati da qualcuno e quando tento di ribellarmi (ai politici locali a questa società) becco certe mazzate tant'è che in questa mia vita non ho ancora costruito nulla. Ma in fondo chi se ne frega, vivo giorno dopo giorno sperando che prima o poi di ritrovare la luce.
Un abbraccio e salutami Antonio Conte se lo vedi

Maurizio ha detto...

* Annarigheblu: grazie, come sempre... :-)

* Pierangela: spero che tu stia meglio... un bacio

* Nadia: comprendo ciò che hai provato, perchè in alcuni casi l'ho provato anch'io... penso che se c'è "complicità" e "rispetto", oltre che amore, tra due persone, non è importante la quantità di ciò che ci si trasmette ma la qualità... ma ovviamente non ha senso "parlarne" perchè è un argomento complesso e assolutamente "pesronale"...
Un bacio affettuoso

Maurizio ha detto...

* Tempesta: c'è un solo vantaggio nell'incontro/scontro con i nostri limiti, la nostra e l'altrui ipocrisia: anche se con fatica e, spesso, dolore, la vita dovrebbe insegnarci, nel tempo, a sbagliare meno...
Un abbraccio

* Maria Rosaria: "esternare" può essere liberatorio e terapeutico... e al contrario della medicina convenzionale, ciascuno può DOSARE la propria terapia in base al proprio bisogno... Un bacio

* Sara: ci si può rincorrere per un'intera vita, e non incontrarsi mai (parlo del rapporto con noi stessi)... se poi ci si riesce anche a voler un pò di bene... il più è fatto... Ti abbraccio

Maurizio ha detto...

* Jane: è vero, spesso siamo noi a proiettare all'esterno le nostre insicurezze, ma non sempre... ci sono anche persone che approfittano delle insicurezze altrui per "imporsi"... questo accade se dall'altra parte incontri persone a loro volta insicure e "povere" intellettualmente e sentimentalmente... ma condivido la tua opinione: bisognerebbe prima di tutto fare un'autocritica costruttiva... ogni giorno...
Un bacio

* Maria Chiara: Si può essere "uno con l'altro" in modo "costruttivo" solo quando si è in grado di essere prima di tutto "uno con se stessi"... Grazie e un abbraccio

* AnnaGi: quando questa consapevolezza ti porta ad una maggiore autostima ed a migliorare i tuoi rapporti con l'altro, con il mondo che ti circonda, allora vuol dire che stai camminando nella giusta direzione :-)
Un bacio

Maurizio ha detto...

* Verderame: Marina, no, il tuo parlare al plurale non è una violenza... condivisione è differente da "imposizione"... grazie per esserti fermata... :-)

* Amarylisa: non credo ci sia un perchè... siamo in molti ad essere diversi ma anche vicini... molti di più di quanto pensiamo...

* Lella: grazie del passaggio e dell'augurio... sto sorridendo :-)

* Pino: caro Pino, è sempre un piacere leggerti. Il Bari e Conte stanno vivendo un gran bel momento... Conte anche per la nascita dell'ultimo arrivato in famiglia... L'ho incontrato in occasione di alcune iniziative in cui è stato testimonial per alcune associazioni per la cura dei tumori infantili...
Ti abbraccio

Farfalla ha detto...

Ho iniziato a leggere incurisita senza sapere nulla di te e del tuo blog. Belle le parole, bello il significato.
Da piccolina ero timida e taciturna, continuavo a sbagliare ed ero lo zimbello un po' di tutti. Suscitavo tenerezza ma ero sempre la prima a combinare guai e a mettermi nei pasticci.

Adesso mi ritrovo sicura (forse) in ambito professionale e nella mia vita, ma costantemente preoccupata di cosa pensano gli altri.

Sono giornalista, se sbaglio a scrivere qualcosa non me la perdonano. Nessuno, nè i lettori, nè colleghi, nè i capi.

Dopo aver condotto con successo un determinato lavoro, ed aver dimostrato di essere in grado di farcela da sola, mi sono sentita dire che pecco di superbia e di poca umiltà.

Proprio io che non ho mai offeso nessuno e che vorrei sempre trovare un punto di equilibrio con tutti.

Proprio io che per anni ho sofferto dell'arroganza degli altri, non riuscendo a dire la mia opinione.

Dove sta la giusta via di mezzo in ambito professionale? Perchè una donna intelligente , se dice la sua schietta opinione, è tacciata di superbia? Se poi è carina, ancor peggio.
Gli uomini si aspettano che una dica sempre di sì, che rimanga carina, ma sia sempre sottomessa.

Io ho rifiutato anche delle avances e mi sono sentita dire che non riesco ad apprezzare il modo gentile con cui ero stata trattata.
Insomma, per l'uomo in questione quello "era solo un modo per essere carino con me".

Per la mia sensibilità, invece, erano delle avances spudorate, perché avevo ben chiarito che ero fidanzata.

Mi domando se troverò mai il mio posto nel mondo.
Se sbagli sei scema. Ma se sei troppo intelligente e fai le cose bene sei superba.