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martedì 9 dicembre 2008

DELL'AMICIZIA E DELL'ADOLESCENZA...


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Entriamo nel ristorante, una trattoria più che altro, a due passi dal porto, dove si mangia pesce come lo sanno cucinare solo nella nostra città.
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Ci siamo incontrati un’ora prima, il tempo di scambiare qualche battuta, prenderci in giro come al solito, come quattro adolescenti che finalmente hanno lasciato i libri su cui svogliatamente hanno trascorso il pomeriggio.
Massimo vuole andare in un agriturismo ad una trentina di chilometri da Bari…. per mangiare la “carne buona” e bere quel rosso fatto in casa che a berlo ti sembra che non esista altro vino degno di essere chiamato con quel nome.
Alla fine decidiamo per la trattoria, che già il nome richiama la degustazione che ci aspetta…. Francesco dice che è meglio non allontanarci, così ci godiamo la serata senza poi doverci preoccupare di affrontare altri 30 chimoletri per tornare a casa… Francesco sei un rompicoglioni – tuona Massimo – e tra uno spintone e qualche insulto bonario (non nei termini ma nella sostanza)…. ci avviamo….
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Dove ci sediamo?
Dai lì in fondo…. Ma non hai prenotato?
Ma se lo abbiamo deciso adesso come facevo a prenotare, ma lo vedi che sei stronzo?

Continuano a punzecchiarsi… alla fine interveniamo io ed Emilio, quasi in coro… non é che siete cambiati molto voi due rispetto al liceo eh?
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Ecco il cameriere, un’omino tutta pancia, naso rosso alla geppetto e pochi capelli tirati indietro….
Buonasera, un tavolo per quattro… è possibile? Magari quello là, in fondo alla sala.
Dottò, quello sta già prenotato… se mi chiamavate anche stamattina era più semplice, comunque uno ci sta, dietro, sulla verandina, va bene?
Va bene, va bene…. Va benissimo.

Ci sediamo….
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Mi immergo in quell’atmosfera… una serata tra amici, che avrà di speciale? Quattro amici che hanno condiviso l’adolescenza, e poi il lavoro, e poi, e poi…. E poi l’amicizia… quella che va oltre i matrimoni, le delusioni, le mazzate della vita… e tanto altro ancora….
Una serata tra amici…. così diversi e così uguali….
Massimo…. carattere di merda, perché questa è la definizione giusta, medico, lavora per il tribunale, e fa anche il medico competente per alcune aziende, per la sorveglianza sanitaria.... è un testardo cronico…. nelle giornate “storte” è capace di fanculizzare le persone per qualsiasi cosa, anche il semplice saluto. Gli piacciono le donne (non che a noi non piacciano, ma lui da l’impressione di volerci provare con tutte quelle che passano nel raggio di un chilometro), e per questo ne ha fatte di cazzate, e spesso gli amici hanno cercato di farlo ragionare… senza risultato. Si è talmente applicato per mandare a puttane il suo matrimonio che, alla fine, ci è riuscito.
Francesco…. medico di base, l’amicone, il grande saggio, ma anche l’eterno bambino. Chi lo incontra, inizialmente, ha la sensazione che sia uno di quelli che non ti sarà mai, che dico “amico”, ma nemmeno “conoscente” …. E invece la sua è solo diffidenza e timidezza, e chi lo conosce bene è pienamente consapevole della sua capacità di donarsi come pochi, che traspare anche dal suo modo di portare avanti il suo lavoro e dalla dedizione assoluta a sua moglie ed ai due bambini.
Emilio…. l’avvocato, lavora nello studio legale del padre, grande cuore, ma da anni ormai “non si lascia più coinvolgere troppo dagli affetti”, forse per via di delusioni mai metabolizzate del tutto. Vita familiare apparentemente tranquilla, oggi… della serie “forse mia moglie mi tradisce, ma meglio far finta di niente”. Ha cercato di reagire alla vita, ma alla fine ha deciso che era meglio trovare un “compromesso”
E infine…. eccomi…. sposato, una figlia di dieci anni… che adoro. Negli anni del liceo mi chiamavano la “coscienza” del gruppo… ma non era coscienza la mia, era paura di deludere, e col tempo l’ho capito ed ho cercato di farne tesoro; medico anch’io, ma con vocazione per l’esibizionismo, così mi dicono, e forse hanno ragione, anche se, mi chiedo, come può uno che ha sofferto di “timidezza patologica” celare una tale vocazione esibizionista?
Eppure ora siamo qua, a immergere le nostre diversità nella condivisione di un’amicizia che ha retto alle intemperie ed ai nostri parziali fallimenti…. ma che ha anche goduto dei nostri trionfi, quei trionfi che, anche quando erano piccole cose, li abbiamo fatti diventare come la vittoria dell’Italia ai mondiali….
Magia dell’amicizia e di quell’adolescenza di cui, in alcuni momenti, proprio non riusciamo a liberarci, che rivive in quattro quarantenni che non hanno niente di meglio da fare che riunirsi ogni tanto per parlare ancora di donne, di filosofia spicciola, e per prendersi in giro, piangersi addosso, o piangere sulla spalla dell’altro…. e che, in fin dei conti, non chiedono molto dalla vita, se non poter continuare a godere anche di questi momenti….
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Ti ricordi Emilio? Ti ricordi di quella volta che mi hai chiamato alle tre di notte? Che ti ho bestemmiato in turco? E poi mi sono fermato quando ti ho sentito che, con voce “rotta”, mi dicevi “se n’è andata”… se n’era andata…. ed aveva portato i bambini con sé…. Pensi che queste cose accadano solo nei film, e invece accadono anche nella realtà… e anche se succedono ad un amico, è come se il protagonista fossi tu.
E dopo poco ci siamo ritrovati a casa tua, in silenzio, io e Francesco che guardavamo il pavimento…. la stanza era nascosta dal fumo denso delle sigarette. Tu spalmato sul divano, con gli occhi chiusi… E siamo rimasti così per un’ora… poi io sono andato a casa, Francesco è rimasto da te….
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E chi ce le toglie a noi quattro ‘ste cose? Chi ce le toglie? E quando qualcosa va storto… almeno abbiamo la sensazione di avere costruito qualcosa…. almeno tra di noi…
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Dai fai portare il conto… oh ma sai che la zuppa di pesce era spettacolare?
Chi paga?
Paga Francesco stasera, che tanto non fa una mazza dalla mattina alla sera e si prende euri su euri….

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E ancora qualche battuta, qualche schermaglia…. Qualche risata, ed è andata anche questa serata….
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Dai cazzo, che domani abbiamo il compito di latino....
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Ah no… ma quale compito…. sono passati vent’anni….


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40 commenti:

digito ergo sum ha detto...

il retrogusto che lasciano certe rimpatriate è esattamente il contrario del vino; ti concentri su un passato gradevole, associandolo per forza di cose agli anni trascorsi insieme, e inconsciamente evidenzi i motivi che ti hanno portato a non essere più così. il giorno dopo, però, dimentichi tutto. mentre il vino, gran bastardo, obnubila il presente, per ripresentarsi ad esigere il conto, il giorno dopo.

gran spaccato di vita. gran post.

un abbraccio

Bruno ha detto...

cosa c'è di speciale in queste serata, se non l'amicia??? hai detto poco....... sono rimpatriate straordinarie, bellissime soprattutto con gli amici di infanzia..... che figata maurizio......

p.s. il Sig. Massimo mi assomiglia molto :-D

minu ha detto...

certo che serate così fanno poi spiccare un volo ancora più alto.. quando tutto sembra mollarti, eccoli lì i compagni di una volta pronti a sorreggerti e sostenerti. avercene tanti di amici così

Luna_tica ha detto...

Come passa in fretta il tempo Dott,
Odiavo il latino,
in greco seppur zoppicante riuscivo a far rimbalzare un 7 in pagella.
Tempi d'oro.
qualche conto tornava..
ora so pagare il conto al ristorante, è già qualcosa, latino e greco son serviti.

p.s.; Ho la consapevolezza che se tornassi indietro, questa volta sceglierei lo scientifico (giusto per la matematica) per i famosi conti. ;-)

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

Bellissima rimpatriata!

Io nel mio gruppo sono quella a cui chiedere consiglio, quella che sinceramente ti dirà la propria opinione, quella che se la chiami alle 2 di notte ti risponde e ti ascolta.

Però, sono anche quella che quando ha un problema non chiede aiuto e stacca il telefono.

Magari fra 10 anni sarò "cresciuta" anch'io.

Nadia ha detto...

Sono le cose più belle che ci rimangono anche se a volte l'amarezza dei tempi andati e l'incoscienza della gioventù ci mancano tanto.
Hai fatto bene a goderti questa serata e cerca di farne altre, a volte i veri amici sono il miglior toccasana.
Un bacio ^_^

zahxara ha detto...

Deve essere davvero bello!
Bel post. Un abrazo......

maria rosaria rossini ha detto...

e con quale velocità son passati vent'anni! mi capita ancora di sognare l'esame di maturità come fosse stato ieri.
bello il tuo racconto, bella la benedizione che si ricava dalle tracce che lasciano certi incontri.

Laura ha detto...

Trovo fantastico questo post!!

Grazie Maurizio

Laura ha detto...

Trovo fantastico questo post!!

Grazie Maurizio

lea ha detto...

Ma va là che siete meglio del film amici miei.
Comunque le rimpatriate sono troppo belle. E te lo dice una che con cadenza di tre, quattro anni va oppure organizza cene con le compagne delle magistrali e con i prof. (che vengono sempre molto volentieri...strano vero?)
E' bello vedere che anche se passano gli anni e con alcune non ci si incontra se in tali occasioni, il cameratismo e l'allegria è rimasta come 25 anni fa. Con qualcuna ci vediamo perchè abitiamo nella stessa cittadina, ma con tante altre è impossibile. Ma la cosa più bella è che questa bella amicizia che ci lega è risaputa in tutta la scuola e il nostro ex prof che oggi è il preside,porta ad esempio la mitica 3°C dell'84 con gli allievi attuali. Ma sarà che la nostra era una classe tutta di ragazze e periò non avevamo la competizione per i maschi?(che allora non erano ammessi alla scuola magistrale).

Maurizio ha detto...

* Digito: è l'impagabile consapevolezza di essere fragili che ci rende realmente forti... e una persona amica, che ti ha accompagnato in buona parte del tuo percorso, spesso è uno specchio con il quale puoi confrontarti senza paura di essere giudicato o deriso...
Un abbraccio a te

* Bruno: In effetti c'è molto di speciale in serate come questa.... Massimo nella sua "testardaggine" è un "grande uomo"... anche perchè ha scelto comunque di non nascondersi al mondo... e non vivere di facciate o maschere.. e questo gli va riconosciuto, al di la di tutto...

* Minu: è un grande patrimonio... davvero grande...

Maurizio ha detto...

* Luna_tica: il tempo vola... ma ci sono istantanee che non ingialliscono mai...

* Jane: da ciò che sei in grado di "vedere" di te stessa, direi che sei già abbastanza "cresciuta" :-)

* Nadia: un pizzico di sana incoscienza riusciamo a portarcela dentro, senza soffocarla del tutto, nè enfatizzarla troppo... si, è stato un bel "momento"...

Maurizio ha detto...

* Zahxara: grazie :-)

* Maria Rosaria: sai, capita anche a me.. a volte mi sembra di averle vissute ieri quelle sensazioni...

* Laura: un bacio

* Lea: in alcuni momenti riusciamo a essere perfino peggio di amici miei... Un abbraccio

RED ha detto...

Ciao Maurizio,
gran bel racconto, quello che ci hai regalato ... in poche parole tratteggi i vostri caratteri e l'amicizia che vi ha uniti ... e lascia in bocca un sapore dolce, di quelli che al giorno d'oggi è difficile sentire ... Un abbraccio

stella ha detto...

Meraviglia trovarsi tra liceali,giovanotti con speranze...desideri...ambizioni e poi scoprire che la vita è ben altro!

Mauri "Falco a metà" l'ho pubblicata il 24 settembre.

Bacioni alla tua piccola.

Renata ha detto...

Amistad, ché bello sentimiento, qué sería de nuestra vida, sin los amigos, tan necesarios,imprescindibles. Me has conmovido.

Mi sembrava dolce lasciarla come mi è pervenuta, però la traduco :

"amicizia, che bel sentimento, cosa sarebbe la nostra vita senza gli amici, così indipensabili e imprescindibili! Mi hai commossa.Ciao caro Maurizio.

Antonella ha detto...

Forse si ha come la convinzione che i veri " noi" siamo quelli che dovevano ancora costruirsi, quelli che avevano tutto ancora in gioco e essere affezionati ai nostri compagni di scuola con cui ora si divide molto poco è come cercare di stare con l'essenza di noi, quella vera. per questo sempre ci piace e ci consola trovarsi con loro. e' trovarsi con se' stessi. puri.

sara ha detto...

davvero un bel post...così ci hai fatto conoscere un'altra angolatura di Maurizio..ehh anch'io questo fine settimana ho vissuto un revival...
è sempre bello stare con gli amici di sempre...e quelli veri non se ne vanno mai, resitono e sai sempre dove trovarli quando la vita prende una piega che non avevi previsto...

dolce notte

Kylie ha detto...

Sono passati tanti anni da occasioni simili, ora c'è meno complicità e meno spensieratezza. Peccato.

Un bacio

P.s. qual è il menu della cenetta?

sempre Fata Bislacca ha detto...

Ma che bello! Adoro queste cose e ogni tanto capita anche a me con le mie amiche, sai che è meglio di un lifting???
Allora il mio ambito premio??? Me lo porti tu vestito da elfo??? Magari!!! Un sogno ad occhi aperti!!! (naturalmente sono ironica, non vorrei si pensasse che ho fantasie cotanto spinte). Un abbraccio abbraccioso

Pippi ha detto...

;-).......mi sembrava di essere lì dietro la colonnina a spiarvi heheheehehe
che bella amicizia ...di quelle che non devono essere 'coltivate' ....... esiste e basta ...la vita, le esperienze diverse....nulla può scalfirla....... !!!!!
a presto Pippi

ilaria ha detto...

Maurizio dalle mie parti si dice che la pasta riscaldata non e' mai buona...non so se mi hai capita..quando qualcosa finisce meglio tenere un bel ricordo e non far rivivere cio' che aveva avuto problemi..questo riferito a cio' che mi hai scritto nel mio post..un bacio....

lella ha detto...

trovo molto interessanti queste rimpatriate ke ti danno da una parte il senso del tempo ke scorre,dall'altra la certezza ke nulla c'è di + duraturo di una bella amicizia...........
è bene non abbandonare le persone con le quali hai trascorso un periodo della tua vita,è bene tenere sempre ben saldo quel filo ke ci lega.....
Una serata ,poi tutto ricomincia,però magari queste serate ti danno l'imput x riflettere sui tanti xkè della vita........
Un abbraccio
lella

Maria Chiara ha detto...

ciao Mauri,
di gran lunga questo è il pensiero che mi ha coinvolto di più, di quelli che ci hai donato in questi mesi...
Mi sembrava l'abstract di un libro, di un film sull'amicizia, vera, quella fatta di vita vissuta e condivisa...
Non sapevo che fossi papà...

Sei proprio bravo a scrivere!

a presto

Maurizio ha detto...

* Red: la "sussistenza" di queste amicizie, per me è un doppio successo... perchè... spesso l'egoismo, la pigrizia, la vita... ti portano a "perdere" strada facendo molte persone importanti...
Un abbraccio

* Da adolescente vedi la vita proprio come dicevi tu.. con tante speranza, ambizioni, sogni... molte sopravvivono, si trasformano, anche da adulto... ecco... un amico vero può essere il "collegamento" tra ciò che sei e ciò che eri...
Grazie

* Renata: grazie, delle tue parole... e di ciò che sei...
:-)

Maurizio ha detto...

* Stella... scusami, scherzi della stanchezza... il secondo dei commenti precedenti era per te, naturalmente :-)

Maurizio ha detto...

* Antonella: è proprio così... lo dicevo prima... rappresentano l'unione tra ciò che siamo e ciò che eravamo... un filo conduttore che viaggia sopra il tempo e le circostanze....
Un bacio

* Sara: bentornata... dici che mi sto svelando un pò alla volta?
Un bacio :-)

* Kylie: per la cenetta... lascio a te la scelta :-)))
Un abbraccio

* Sempre Fata: Se pensassi a me vestito da elfo che ti porto il premio più che fantasie "spinte" avresti fantasie "indigeste" (in parole povere dovresti farti una fiala di Plasil prima di pensarci)... :-)))
Un abbraccio a te

* Pippi: Ci stavi spiando :-O? Dici davvero? Cavolo potevi dirmelo.... così ti univi alla comitiva... :-)
Un bacione

Maurizio ha detto...

* Ilaria: beh ma io nel commento non parlavo di "pasta riscaldata"... ma di amori per i quali si può ancora "lottare"...
:-)

* Lella: Sicuramente, come dici tu, aiutano a rivalutare molte delle proprie ansie... E anche se i problemi restano, in effetti li guardi da un'altra angolazione...

* Maria Chiara: ebbene si... da più di 10 anni vivo la gioia di essere padre... grazie delle tue parole... davvero
Un abbraccio

Anonimo ha detto...

Salve,
il racconto è ben costruito, ma il tema dell'amicizia ne esce molto impoverito.
L'amicizia è un sentimento forte, più dell'amore e ha poco a che fare con un certo cameratismo goliardico, qui siu tratta più di "compagnoni", che di amicizia, l'amicizia, quella vera, è un rischio più che un divertimento.
Infattti si dice, "Chi trova un amico, trova un tesoro", e anche che "Per un amico si può dare, anche la vita".
In questo racconto non si può immaginare niente di tutto ciò,ma caso mai al meglio il motto "Tutti per uno, uno per tutti", ma nelle cose che non coinvolgono fino in fondo.
Scusa se sono una voce fuori dal coro, ma così la penso e la vedo io,ripeto però che il racconto è costruito bene.
Ciao e al prossimo racconto!

stellavale ha detto...

Queste serate sanno molto di vita.....

Mi chiamo Forrest... ha detto...

Bellissimo post!
Quando si apprezza così tanto l'amarcord significa solamente una cosa, purtroppo... che stiamo invecchiando, porca eva! ;-)

Ciao

lasettimaonda ha detto...

Se l'amicizia si è mantenuta, siete fortunati.
Ritrovarsi è bello e senza l'incubo del compito di greco della mattina successiva, è anche meglio!!
Io i miei compagni li ho persi tutti.
Per fortuna, dico.
Non c'era un rapporto salvabile, solo competizione e convivenza forzata. Non tornerei a quei giorni nemmeno dipinta!!
Ho ancora oggi gli incubi delle interrogazioni, delle versioni....mamma mia che orrore.
Invece l'università mi manca....la ricordo con amore e rimpianto.
Ed anche lì, rapporti sopravvissuti......ahimè, pochini!
Buon week-end Maurizio!Syl

Maurizio ha detto...

* Stellavale: si... è vita
Un bacio

* Mi chiamo Forrest. hai ragione, però mi piace pensare che il tempo passa senza intaccare alcune cose...

* Lasettimaonda: anche io non ho moltissimi amici, pochi, che nel tempo sono sopravvissuti insieme a me alle intemperie... :-)
Un abbraccio

Emi ha detto...

davvero bello leggerti in questo post, bello perchè lasci conoscere un po' di te e della tua vita.
un abbraccio e a presto da emi:)
ps.ma quelli della foto siete voi?...:)

Maurizio ha detto...

* Emi: no, no, la foto è semplicemente una scena del fil "amici miei".. uno dei miei preferiti :-)
Bacio

Miranda ha detto...

Il tuo post mi ha un po' commossa (sì lo so che non era commovente) perchè mi sono rivista come in uno specchio con le mie amiche. Quelle con cui ho condiviso serate allegre e scanzonate, la preparazione dell'esame di maturità, i dubbi da adolescente, le corse sul ciao in due e senza casco (allora si poteva, o quasi...), cose scazzose e cose serie. Un'amicizia nata sui banchi di scuola poi cresciuta e continuata fino a qui. Un'amicizia che è stata sovente una rete di sicurezza, per ognuna di noi nel momento in cui rischiava di cadere e piombare nel vuoto. Che fortuna averle conosciute, le mie amiche!

Per anonimo: scusa, forse dovresti rileggerlo il post, la foto di Amici miei ti ha tratto in inganno, mi pare ci sia qualcosa di più di una allegra rimpatriata tra amici a parlare del più e del meno...forse...
ciao

Maurizio ha detto...

* Miranda: benvenuta e grazie della visita. Le sensazioni che hai descritto tu, sono le stesse che rivivo io ripensando alla mia adolescenza... ed è per questo che una "rimpatriata" o semplicemente il continuare a vivere i rapporti con amici "di una vita" mi da un grande senso di appagamento.
A presto ed un caro saluto

Wilma ha detto...

Impossibile non commentare questo splendido post sebbene le parole che vorrei dirti risulterebbero una ripetizione a quanto è già stato detto...Non posso neppure condividere il mio linguaggio analogico (i limiti del virtuale...), mi chiedo allora perchè non ricorrere all'ironia, per sdrammatizzare:questo splendido quartetto è la copia, al maschile, del nostro trio, a qualcuno viene in mente qualche idea???!!!

Maurizio ha detto...

* Wilma: beh di idee ce ne potrebbero essere tante, magari scrivere un racconto a quattro mani, ma che dico, a sedici mani sull'eterna adolescenza che vive dentro noi....
Un abbraccio :-)