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lunedì 14 dicembre 2009

SENZA TROPPE PAROLE....

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Partire, per qualsiasi meta in cui possa essere utile il tuo “tentativo” di aiutare chi sta perdendo la vita e la libertà.... esseri umani ai quali viene strappata ogni forma di “dignità”.
Alcuni colleghi hanno deciso di farlo. Alcuni sono rimasti, altri dopo qualche mese sono tornati, portando con se un “fardello” di esperienza o di “sterile amarezza”, a seconda dei casi.
Il bisogno di “dare” nasce da “dentro”, da radici semplici, dall’unico scopo di sperimentare “il darsi e basta”, senza secondi fini. Dal desiderio di crescere, anche professionalmente, ma prima come persona.
E se NON si è davvero “certi” di “andare” è lecito ed utile non dimenticare che il desiderio di “regalare” un po’ della propria esistenza a chi ne ha bisogno, può trovare risposta e appagamento anche nelle cose che sono un po’ più “a portata di mano”.
Sostenere una causa non è sempre un “imbroglio”. E’ difficile crederci, fidarsi....
C’è sfiducia anche nei confronti delle “organizzazioni” che dovrebbero garantire il “sostegno” ai più deboli.
Ci sono differenti modi di “dare”, se si vuole.
Qualche anno fa un gruppo di genitori di bambini con patologie oncoematologiche, come leucemie e linfomi, ha fondato un’associazione che un po’ alla volta sta facendo germogliare un nuovo concetto di assistenza sanitaria ai piccoli che devono sottoporsi a lunghe terapie mediche, che spesso si prolungano per mesi.
Un progetto sostenuto dalla Regione Puglia e dell’Amministrazione del Policlinico, che si sta traducendo in una vera e propria “conquista” del “territorio” regionale, da parte di una equipe di medici e infermieri ospedalieri che erogano un’assistenza “domiciliare” per questi bambini, che evita loro, quando possibile, la “permanenza” in ospedale, e allo stesso tempo garantisce tutte le cure necessarie senza dover rinunciare al “calore” familiare e dell'ambiente domestico.
Questa stessa associazione, grazie al supporto di personale “volontario” che mette a disposizione il proprio tempo e impegno collaborando con il personale sanitario, si sta prodigando anche per migliorare l’organizzazione dei reparti ospedalieri rendendoli, per quanto possibile, più “vivibili” e funzionali ad alleviare il “peso” della malattia, sia per i piccoli che per i loro familiari.
Qualche volta riesco ad uscire dal mio “egoismo”, e allora mi dico: non ci vogliono molte parole....
....ma quelle poche che si possono dire è bene dirle, e poi fare il possibile per tradurle in qualcosa di “concreto”....

7 commenti:

Angelo azzurro ha detto...

Grazie. :)

Vania e Paolo ha detto...

Sai...ho letto 2/3 volte questo post...alle volte basta veramente poco... basta una stretta di mano...per scaldare...qualcuno in difficoltà...
grazie di aver testimoniato queste tue esperienze...
sapere...è sempre un motivo per rendersi conto che ...anche Noi...possiamo "fare".
Spero di non ricordarlo solo a "Natale".
Ciao Vania

Anna Righeblu ha detto...

Spesso non si pensa a quanto grande sia il poco che si dà, per chi lo riceve.
Trovarsi dall'altra parte, in certi casi, restituisce valore anche ai gesti più banali, oltre che concreti.

Ciao

Angelo azzurro ha detto...

Ricambio l'abbraccio virtuale. Forte, forte.
Serena giornata.

P.S. ma che belle sono le musiche che proponi! :)

lasettimaonda ha detto...

E' proprio così, spesso basta davvero poco per far sentire accolta una persona sofferente, il problema è che non sono molti quelli che lo comprendono ed i più sono troppo pigri e corazzati per esercitare la pratica dell'umanità.
Tra i vari corsi universitari renderei obbligatorio e propedeutico, un corso di sensibilità e buone maniere, parole giuste e sguardi ricuoranti, carezze per i piccoli ed i vecchi e poi tanta immaginazione ed immedesimazione.
Sapevo già la leggenda dell'origine della denominazione di fuoco di sant'antonio per lo zoster, ti assicuro che non è una semplice eruzione cutanea.....provare per credere, beninteso che non te lo auguro!!!
Beso!Syl

enne ha detto...

Ti risulta che possano essere utili persone senza arte nè parte, ma empatiche e capaci di stabilire contatti con la gente che soffre?

MAURIZIO ha detto...

* Angelo Azzurro: grazie a te :-)

* Vania: tutti possiamo fare... sempre

* Anna: la vita ti porta a trovarti da una parte o dall'altra, a seconda dei momenti... strana la vita no?

* Lasettimaonda: i corsi non servono e non servirebbero... è uno dei pochi casi in cui studiare da autodidatta è indispensabile

* Enne: se "dici" di non avere arte ne parte.... sei proprio la persona giusta.